Studenti a lezione di accoglienza a Valnegra
Valnegra Articolo letto da 75 Utenti - Pubblicato il 16 Febbraio 2008Alta Val Brembana - È con la musica e con le parole della letteratura del Novecento che a Valnegra, nell’aula magna dell’istituto comprensivo, si è trattato il tema dell’intolleranza. A seguire questo percorso, proposto dal gruppo de «I RepliCanti», sono stati i ragazzi della scuola media che, insieme alle loro insegnanti, hanno sospeso per due ore lo studio sui banchi per ascoltare le parole e le note di grandi autori che hanno trattato con drammatica poesia il male dell’intolleranza umana.
Michele Jagulli, che con Maurizio Cotronea ha svolto il lavoro di ricerca del gruppo artistico, ha salutato i ragazzi, invitandoli a comprendere il significato profondo dell’accoglienza e dell’accettazione, per giungere all’empatia, cioè all’accostamento agli altri mettendosi nei loro panni e iniziando ad amarli. Provocatorio il titolo «Negri, pazzi e ritardati», parole pesanti che affiorano talvolta con leggerezza e insensibilità sulle labbra, erigendo un muro tra noi e gli altri.
Il lavoro del gruppo, composto da quattro elementi, con voci, chitarre e basso, ha percorso un viaggio nel mondo della diversità , strutturando la proposta in quattro blocchi. Il primo dedicato al razzismo, il secondo che abbracciato il mondo dei «matti», il terzo ha trattato il tema dell’handicap e un’ultima parte intessuta di speranza. Maurizio Cotronea ha dato voce alla poesia di autori come Alda Merini o Gerda Klein, leggendo anche scritti giornalistici e di prosa.
Le letture sono state intervallate dalla musica di cantautori che hanno affrontato la realtà con testi e musiche indimenticabili. A chiudere la mattinata è stata la canzone di Ivano Fossati «Mio fratello che guardi il cielo», con le sue parole di speranza: «Se non c’è strada dentro il cuore degli altri, prima o poi si traccerà ».
Tutti i testi sono stati poi messi a disposizione delle insegnanti per un lavoro di approfondimento da proseguire in classe con i ragazzi. Lucia Reguzzi, insegnante della scuola media, ha ringraziato a nome della scuola il gruppo de «I RepliCanti», «per aver aiutato gli alunni a scoprire la bellezza e la ricchezza dell’essere diversi nella totale uguaglianza». Lo stesso lavoro era già stato presentato nei giorni scorsi agli studenti dell’istituto superiore Turoldo di Zogno e il gruppo proseguirà i suoi interventi anche in altre scuole.
Monica Gherardi - L’Eco di Bergamo
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