Sedrina – La della polemica cerca un’altra direzione. Tutto colpa di uno sconfinamento sul territorio di . Parliamo dell’agrosilvopastorale che dall’ex cava Falck di dovrebbe raggiungere, passando nel bosco, la località Fontanone, sempre in territorio di . Strada voluta da un consorzio di 19 proprietari che dovrebbero utilizzare il tracciato per portare legna a . La scorsa primavera l’avvio dei lavori, con il conseguente sbancamento di terreno e il disbosco, aveva però sollevato qualche perplessità sulla bontà dell’intervento.

In territorio zognese per 46 metri
«Tutto regolarmente autorizzato», disse allora il presidente del consorzio dei soci, Mauro Gotti di Sedrina. Poco dopo, però, arrivò lo stop dal Comune. Non di Sedrina ma di Zogno, con tanto di denuncia alla Procura per «abuso ambientale». Il tracciato, infatti, ha sconfinato nel territorio zognese per 46 metri (su proprietà di Unicalce), in una zona di particolare valore paesaggistico, proprio nella parte iniziale dei 250 metri finora realizzati (per arrivare al Fontanone manca ancora un chilometro e mezzo).

«Noi abbiamo seguito il tracciato indicato dal progetto, secondo le carte geologiche – spiega Gotti –. Ma, come ci è stato riferito dagli uffici tecnici, i confini tra Zogno e Sedrina sono stati modificati nell’ottobre 2010. Poi ci è stato detto che la carta geologica usata non andava bene e occorreva prendere come riferimento quella aerofotogrammetrica del Pgt. Noi, comunque, abbiamo fatto tutto in buona fede». «Sono ormai 11 anni che stiamo inseguendo questa strada – prosegue Gotti –. Con progetti che prevedevano il tracciato prima verso , poi Cler e infine : sono stati tutti bocciati. Finalmente avevamo avuto l’ok con quest’ultima ipotesi, dalla cava Falck al Fontanone. Di certo lo sconfinamento è avvenuto involontariamente. Ci siamo subito scusati con Zogno, chiedendo una sanatoria che però ci è stata negata. Ora provvederemo al ripristino ambientale di quei 46 metri». «Nel frattempo – prosegue ancora Gotti – abbiamo chiesto una variante al progetto iniziale, in modo da restare completamente sul territorio di Sedrina. Siamo in attesa del via libera definitivo». La domanda è stata presentata a Comune e Comunità montana Valle e in questi giorni dovrebbe arrivare la risposta definitiva.

«La loro cartina non è valida»
Replica il vicesindaco e assessore all’Urbanistica di Zogno Giampaolo Pesenti: «I confini con Sedrina sono stati adeguati nel 2010 e i lavori sono iniziati nel 2012, quindi i proprietari dovevano sapere. L’errore sta nell’utilizzare una cartina non valida per la Regione. Il territorio di Zogno che hanno occupato è ad alto valore paesaggistico e, peraltro, vi è previsto un Parco locale di interesse sovraccomunale. Per questo abbiamo subito intimato il ripristino dell’area. Una sanatoria non era possibile».

«Fino a una decina d’anni fa utilizzavamo delle sorte di teleferiche per il trasporto del legname – aggiunge Gotti – poi, per motivi di , abbiamo dovuto toglierle. Così abbiamo optato per realizzare una strada rurale, percorribile solo da trattori. Non c’era e non c’è alcun scopo di lucro: abbiamo solo delle e alcuni terreni che vogliamo ripulire».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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