Minoranza e villeggianti: troppo larga, stravolto il progetto originario. Sulla strada, in corso di realizzazione, che dalla località Plassa di Oltre il Colle porta ai 1.600 metri dell’Arera infuria la polemica: da una parte il gruppo di minoranza «Crescere insieme» guidato dall’ex sindaco e l’associazione «Ultra Collem», composta da villeggianti, sostengono che i lavori non hanno rispettato il progetto, il tracciato sia più largo del previsto, siano stati tagliati inutilmente alberi e la strada, alla fine, serva a poco, non essendovi più sull’Arera le seggiovie per lo sci; dall’altra parte l’Amministrazione guidata da Rosanna Manenti replica che le modifiche fatte al progetto sono minime e consentite dalla legge. E la querelle, domani sera, arriverà in Consiglio comunale, a seguito dell’interrogazione presentata proprio dalla minoranza.

I lavori per la strada dell’Arera, subappaltati alle imprese «Regazzoni» di Olmo e «L’Orobica» di per una spesa di circa un milione e 200 mila euro (fondi regionali e statali), sono iniziati lo scorso maggio e dovevano concludersi entro l’anno, ma il Comune ha ottenuto una proroga fino al giugno 2009 (a monte del tracciato, appena sopra il camping, peraltro, c’è una frana incombente che il Comune sta mettendo in sicurezza).

In pratica si è andati ad ampliare il vecchio tracciato, percorribile solo dai fuoristrada: la prima parte, a partire dai mille metri della Plassa e nel bosco, sarà asfaltata, mentre resterà sterrato l’ultimo tratto, fino a 1.600 metri di quota, nei pressi del rifugio Saba. «Il progetto – sostiene Paolo Maurizio – è stato stravolto: prevedeva una strada larga quattro metri e mezzo mentre in alcuni tornanti si arriva a quasi 12 metri; all’inizio c’è una pendenza eccessiva, fino al 25%, e poi ci sono muri di terre armate di venti e quaranta metri. Noi eravamo d’accordo con la strada, ma non certo con queste caratteristiche. Chiederò la documentazione e se ci sono divergenze dal progetto qualcuno ne risponderà».

«Eravamo favorevoli a sistemare la strada – spiega Maurizio Andreozzi di “Ultra Collem” – ma non certo con questa larghezza e con così tanti alberi tagliati. E, alla fine servirà a poco, visto che arriva dove ormai non ci sono più le seggiovie».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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