Strada da allargare Branzi Valleve
Branzi, Valleve Articolo letto da 617 utenti - Pubblicato il 4 febbraio 2009Iniziati e sospesi. E in primavera, forse, ripartono. Sono i lavori di allargamento del tratto di strada provinciale che da Branzi, all’altezza della cava di San Pantaleone (poco prima del bivio per Carona), porta verso Valleve, sopra la curva della frazione Ripe: si tratta di 500 metri di strada molto stretti, ricavati nella roccia e a strapiombo. I lavori, appaltati dalla Provincia a un’impresa di Verbania, erano iniziati nel novembre del 2007. Poi sono subentrate difficoltà proprio con l’impresa, finché, recentemente, la Provincia è arrivata alla risoluzione del contratto. E in primavera cercherà di affidare a una nuova impresa l’incarico dei lavori. «La ditta, una volta vinto l’appalto – spiega l’assessore provinciale alla Viabilità Walter Milesi -, voleva modificare il progetto perché non lo riteneva fattibile. Ma allora, se secondo loro la realizzazione non era possibile, perché hanno partecipato alla gara e poi hanno accettato l’incarico?».
«Sappiamo che l’intervento non è di facile esecuzione, visto che si deve allargare un tratto di strada a strapiombo – continua l’assessore -, ma secondo noi il progetto è realizzabile. Vista la contrarietà dell’impresa, abbiamo risolto il contratto e vedremo di riprendere i lavori in primavera con un’altra impresa. Probabilmente non sarà più necessario rifare la gara, quindi l’intervento dovrebbe essere assegnato alla seconda impresa che aveva partecipato». «La ditta incaricata – spiega il sindaco di Branzi Gabriele Curti – lavorava saltuariamente, aveva realizzato le piste di accesso al cantiere, posato reti paramassi e recintato l’area. Ma nulla di più. Dalla primavera dello scorso anno, in pratica, non si è più andati avanti».
L’intervento, del costo di due milioni e 181 mila euro, prevede nell’arco di due anni l’allargamento della strada, soprattutto a valle, con la realizzazione di muretti e tratti a sbalzo. Le rocce saranno ripulite e verranno posate reti di protezione per la caduta massi. In tal modo la carreggiata dovrebbe passare da quattro a sei metri di larghezza. «Auspichiamo che i lavori riprendano al più presto – conclude Curti – perché quel tratto di strada è stretto e pericoloso e importante soprattutto per le stazioni sciistiche di San Simone e Foppolo».
L’Eco di Bergamo
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