Una doccia fredda per il Consorzio dello Strachitunt: proprio allo scadere dei canonici 30 giorni utili per eventuali contestazioni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, arriva la notizia di un ricorso che in pratica blocca, per il momento, l’iter della Dop per il gioiello a due paste della Val . I ricorrenti sono tre produttori della Bassa che già durante l’audizione pubblica dello scorso ottobre a avevano manifestato le loro perplessità circa alcuni passaggi del disciplinare, e in particolare della zona di produzione, che avrebbero voluto estesa a tutta la . Logico il disappunto che in queste ore si respira in , ma è opportuno subito sgombrare il campo da equivoci: non è la Denominazione d’Origine Protetta in discussione, semmai, qualora il ministero recepisse le eccezioni contenute nel ricorso, potrebbero variare alcune voci del disciplinare. Di sicuro c’è che l’iter, che ormai sembrava avviarsi alla sua fase conclusiva, con la concessione della norma transitoria del marchio per l’Italia in attesa del «verdetto europeo», ora subisce un brusco rallentamento.

Ancora 120 giorni
Il ministero delle Politiche Agricole avrà infatti quattro mesi di tempo a disposizione per pronunciarsi sul ricorso: prima chiederà al Consorzio di Tutela di predisporre le sue controdeduzioni, poi i suoi funzionari s’incontreranno con quelli regionali che si sono già occupati della pratica per decidere il da farsi.
I firmatari del ricorso sono il Caseificio Taddei di Fornovo, il Caseificio G. Invernizzi di Pontirolo Nuovo e la Latteria Sociale di Calvenzano, seguiti nella pratica da un consulente che fa parte dell’Associazione Europea di Diritto dell’Alimentazione. Nessuna rivendicazione invece dal gruppo di produttori della Valsassina, anch’essa protagonista di alcune obiezioni durante l’audizione in Val Taleggio. «Il nostro intento – spiega Massimo Taddei, dell’omonimo caseificio e portavoce dei ricorrenti – non è quello di negare la Dop, ma di dimostrare, come abbiamo già tentato in passato, che anche storicamente, lo Strachitunt è un patrimonio di tutta la provincia di Bergamo e non solo delle zone di . Peraltro da tempi non sospetti il nostro Strachitund di pianura è stato legittimato anche dalla Camera di commercio di Bergamo che lo ha inserito all’interno del paniere dei prodotti tipici del marchio “Bergamo città dei Mille… sapori”».

«Restiamo tranquilli»
Nonostante la delusione, dal Consorzio di tutela dello Strachitunt continuano ad ostentare sicurezza: «Sapevamo che un ricorso poteva arrivare – spiega il presidente Alvaro Ravasio -: restiamo tranquilli e certi che le cose non cambieranno. Questi signori tentano da anni di dimostrare che lo Strachitunt veniva prodotto anche in pianura, ma non esistono documenti che attestino per quella zona storicità e soprattutto continuità di produzione, che dev’essere dimostrata almeno per gli ultimi vent’anni. Vorrà dire che abbiamo aspettato per mille anni la Dop, ora aspetteremo mille anni e quattro mesi».

Maurizio Ferrari – L’Eco di Bergamo

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