Piazzatorre – Primo: le di e Torcola Soliva sono in vendita. Secondo: l’apertura degli impianti di risalita per la prossima stagione sciistica, ormai vicina, è a rischio. Terzo: , a questo punto, rimette nel cassetto i sogni di rilancio turistico iniziati circa quattro anni fa. Per la piccola dell’alta è un terremoto che non ci voleva, proprio nell’imminenza della stagione della . «Alta quota», società proprietaria delle seggiovie che portano alle piste di Torcola Vaga e impegnata da alcuni anni nel tentativo di rilancio della stazione invernale dell’alta Valle , si è ritirata dalla corsa.

Stagioni in rosso
Dopo due stagioni con bilanci in rosso (compresa quella dello scorso anno, quando per la prima volta nella storia del paese i comprensori di Torcola Vaga e Torcola Soliva sono stati unificati) ha deciso di non riaprire gli impianti di risalita. Si è detta però disponibile a cederli in comodato d’uso gratuito o di venderli al Comune di Piazzatorre. «Le stagioni precedenti sono andate male – taglia corto l’imprenditore Marco Vigani, amministratore di “Alta quota” – e soprattutto siamo ancora in un forte periodo di crisi globale. Non è il momento di investire. Per questo rinunciamo al progetto di rilancio. Con questo, però, non vogliamo frenare lo sviluppo del paese. Siamo disposti a vendere gli impianti al Comune oppure a cederli, sempre all’Amministrazione comunale, in comodato d’uso gratuito».

Da quanto è stato possibile sapere «Alta quota» e Comune sono in trattativa per la vendita-acquisto delle seggiovie. Dal sindaco Michele Arioli, peraltro, non arriva nessuna dichiarazione ufficiale. A questo punto la stagione sciistica, ormai alle porte, sembra essere a rischio. Per l’economia di Piazzatorre sarebbe un colpo veramente duro. Che arriverebbe a conclusione di una travagliatissima vicenda legata al progetto di rilancio, avviato intorno al 2007.

Piano che ebbe il via libera dal Consiglio comunale (allora guidato dal sindaco Federica Arioli) nel marzo 2009. Prevedeva investimenti, da parte del privato, per circa 50 milioni di euro: l’ex colonia Genovese (in stato di abbandono) trasformata in albergo, circa 400 appartamenti da ricavare nell’ex colonia (di proprietà di «Alta quota») e in località Tagliata, nuove e seggiovie.

L’Enel ha tolto la corrente
La scorsa stagione invernale la società «Alta quota» dell’imprenditore Marco Vigani aveva unificato i comprensori sciistici di Torcola Vaga e Torcola Soliva (ancora oggi di proprietà della società Sesp che da tempo le ha messe in vendita), realizzando un sogno, a Piazzatorre inseguito da anni. Ma la stagione è comunque andata male. Tanto che alcuni dipendenti non sarebbero stati pagati e l’Enel ha staccato la corrente dagli impianti. E la firma finale, davanti al notaio, dell’accordo che avrebbe dovuto dare il via al progetto di rilancio non è mai arrivata, prima per «questioni giuridiche», poi per la crisi del mercato immobiliare in genere. Di fronte a ciò amministrazione comunale e società «Alta quota» avevano cercato nuove soluzioni. Per evitare che quanto previsto dal progetto andasse completamente abbandonato.

In particolare sarebbero state tolte dal piano le 280 previste abitazioni alla Tagliata per mantenere il recupero dell’ex colonia Genovese e dell’Opera bergamasca. Alla fine il progetto di rilancio è tornato nel cassetto, in attesa di nuovi investitori: «Alta quota» ha abbandonato e ora al Comune spetta la difficile scelta di prendere in gestione gli impianti di risalita.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di