San Giovanni Bianco – Pur essendo, al momento, solo una bozza, ha innescato un acceso dibattito la proposta di riforma della sanità formulata dal presidente della commissione consiliare Fabio Rizzi (Lega). Tra le previsioni del lumbard, l’unione ’Asl di con quella di Brescia (che diventerebbe anche la sede delle due) e una diversa gestione delle aziende ospedaliere orobiche, con l’eliminazione di Seriate. In molti vogliono dire la loro su un tema tanto delicato, ma non i diretti interessati: «Preferirei non commentare », dice il direttore generale ’Asl di Bergamo, Mara Azzi, mentre ancora più tranciante è il direttore generale del Bolognini, Amedeo Amadeo: «Adesso è il momento di lavorare non di chiacchierare. Noi siamo dei tecnici non facciamo i politici».

L’ipotesi di Rizzi contempla anche un allargamento fino a Chiari, Orzinuovi, Rovato e Manerbio (nel Bresciano) dell’Azienda ospedaliera di Treviglio, alla quale è legato uno dei nodi storicamente insoluti della sanità bergamasca: l’ospedale di San Giovanni Bianco. «Prima o poi dovrà essere afferito all’Azienda ospedaliera di Bergamo. Non vedo altre soluzioni» dice Vittorio Milesi, sindaco di San Terme e membro del Comitato «Diamo un futuro all’ospedale di San Giovanni Bianco », evidenziando come la posizione geografica, la storia, la collaborazione già in atto con Bergamo e la voce dei cittadini della non diano supporto alla validità del legame con l’Azienda ospedaliera di Treviglio. Un cambiamento che il Comitato chiede a gran voce da alcuni anni, sostenuto dalle 9.000 firme raccolte in Brembana e dal pronunciamento di una trentina di Comuni.

«Deve decidere la Regione»
«L’ospedale di San Giovanni Bianco è un presidio vitale per il nostro territorio – dichiara , vicepresidente della –. Come Comunità montana manteniamo contatti costanti e frequenti con l’Azienda ospedaliera di Treviglio. Recentemente abbiamo sottoscritto l’accordo di programma con l’Azienda e con il Comune di San Giovanni Bianco per la definizione del progetto per l’eliporto».

Fattori evidenzia la priorità della qualità del servizio e dell’assistenza, rispetto alla questione dell’afferimento. «Abbiamo inviato all’Azienda di Treviglio un documento, evidenziando le necessità e i miglioramenti possibili per un servizio ottimale per i cittadini. La spending review ha tolto risorse al nostro ospedale come a tante altre realtà sanitarie e, sul fronte degli investimenti da parte dell’Azienda di Treviglio sul nostro territorio, manteniamo monitorata la situazione con attenzione. Per quanto riguarda la questione dell’afferimento a Bergamo, dobbiamo comunque partire dal presupposto che la competenza è anzitutto regionale. Occorre poi capire se effettivamente Bergamo è interessata ad assorbire San Giovanni Bianco, e valutare il rischio di tagli e quello di trasformare l’ospedale vallare in una sorta di dependance del Papa , utilizzandolo come ricovero decentrato». Milesi riconosce la competenza regionale della questione, ma non vuole che venga sottovalutato il valore della voce del territorio, «perché è dalle istanze del territorio che dovrebbero maturare poi le scelte ai vertici regionali».

Monica – L’Eco di Bergamo