Isola di Fondra – A Pusdosso i sogni non restano mai nel cassetto. Nella minuscola frazione sopra Fondra sembra sempre esserci qualcuno in grado di tirarli fuori al momento giusto e di trasformarli in realtà.

E se il più sorprendente e importante risale al decennio scorso, quando la contrada sulle pendici del Torcola venne sottratta a un abbandono che sembrava ormai inevitabile, grazie al lavoro dell’associazione Amici di Pusdosso, adesso all’orizzonte ce n’è un altro.

Edificio in degrado
Quello che vedrà anche il recupero della chiesina, uno degli ultimi edifici ancora da sistemare. Una situazione difficile che rischiava di degenerare considerato il degrado ormai avanzato della piccola architettura: il tetto malconcio e le conseguenti infiltrazioni non lasciavano infatti molto tempo. La svolta nel 2009: «Sistemeremo la chiesina», aveva annunciato don Alfio Signorini, prevosto di , durante la consueta festa organizzata dall’associazione in autunno. Detto, fatto. O quasi.

«Nel 2010 – si legge nell’annuale relazione dell’associazione presieduta da Bruno Vitali – il parroco ha ottenuto tutti i necessari benestare e con l’autorizzazione della Curia ha stipulato un mutuo da 50 mila euro per la prima parte dei lavori relativa al tetto e alle parti esterne. La copertura è stata sistemata prima dell’inverno, evitando così ulteriori infiltrazioni e i lavori proseguiranno con la primavera». Adesso il cantiere ha riaperto ed è a buon punto. Non si tratta solo di restaurare il piccolo edificio.

Servono centomila euro
La chiesetta non ha un grosso valore artistico, ma è un simbolo importante per la comunità. Fu costruita dagli abitanti di Pusdosso su un terreno donato dal ramo Zaina dei Paganoni che risiedevano a Pusdosso già dalla seconda metà del 1600 e che ha sempre rappresentato la famiglia più in vista della zona. Una segno tangibile della storia e dell’identità di Pusdosso. Il suo abbandono nel bel mezzo del borgo rinato era una ferita per tutti. Così, soprattutto grazie all’energia e all’impegno di don Alfio (che già nel 2009 aveva commissionato il progetto di ristrutturazione all’architetto Gino ), si è tornati a lavorare. E se il cantiere procede spedito, i nodi al pettine sono come di consueto quelli finanziari. Complessivamente, per sistemare anche gli interni serviranno infatti 100 mila euro e già l’impegno di 50 mila rappresenta uno sforzo notevole.

«In settembre – spiega Vitali – il parroco si è formalmente rivolto all’associazione, chiedendo il nostro aiuto per far fronte agli impegni assunti che prevedono il rimborso del capitale nell’arco di un quinquennio (diecimila euro all’anno, ndr), mentre gli interessi verranno sostenuti dalla Curia. A settembre il Consiglio direttivo ha espresso all’unanimità la disponibilità a sostenere il progetto proponendo all’assemblea di devolvere ogni anno il 50% degli utili derivanti dalle feste e cercando altre modalità per collaborare alla raccolta fondi».

I primi
I primi contributi non sono mancati. Come primo atto è stata organizzata una sottoscrizione a premi che si è svolta durante la castagnata dell’ottobre 2010, nei mesi seguenti altri soci si sono uniti con ulteriori donazioni in questa catena della solidarietà. «A loro – conclude Vitali – va il nostro grazie, dobbiamo però proseguire in questo sforzo trovando ulteriori e indispensabili risorse da devolvere al restauro della nostra chiesa». Chi volesse può contribuire effettuando versamenti all’associazione (sul conto corrente IT14G07601111 00000067212357) oppure direttamente alla parrocchia (conto corrente IT62G033365264 0000000003438).

Emanuele Falchetti – L’Eco di Bergamo