Sedrina – Una trentina di alberi di medio fusto abbattuti e lo sbancamento di alcuni metri cubi di terra. E già c’è chi urla allo scempio. La realizzazione della «Strada del Fontanone», che dall’ex cava Falck sale fino all’omonima località Fontanone, è appena iniziata ma già sono nate polemiche. Transitando lungo l’ex statale della all’altezza delle , da alcune settimane è ben visibile una striscia disboscata appena sopra l’abitato di Pratomano, sulla sinistra del . In molti si stanno chiedendo cosa nascerà e la risposta è subito data. Sarà una strada agro-silvopastorale lunga poco meno di cinque chilometri che consentirà a 19 proprietari di terreni boschivi di poter accedere alle loro proprietà a bordo di un trattore per poter fare manutenzione boschiva.

A confermarlo è Mauro Gotti, presidente del Consorzio dei soci promotori della strada nato nel 2009. «I palorci che ci consentivano di trasportare la legna dal bosco verso la frazione sono stati tolti per motivi di – precisa -. I proprietari dei boschi non potevano più portare la legna a valle e si erano quindi attivati per realizzare una strada che seguisse il vecchio tracciato mappale che sale dall’ex cava Falck».

L’opera, che ha un costo di circa 270.000 euro, ha ottenuto tutte le autorizzazioni degli enti provinciali e montani ed è stata già oggetto di due sopralluoghi della della Valle Brembana. Il tracciato, che ricalca un vecchio , avrà una larghezza media di circa due metri e sarà percorribile solo da trattori. Un accordo con i vigili del fuoco di e le guardie forestali consentirà il transito in caso di emergenza e per attività di controllo.

«I primi 2,7 chilometri, nel tratto tra Cacosio e la Valle Tresa, sono già asfaltati – aggiunge il presidente del consorzio –. Da qui alla località Corna il percorso è già segnato, mentre ex novo verranno realizzati una cinquantina di metri, quelli che sembrano aver creato un nuovo ecomostro. Sono stati abbattuti degli alberi per poter realizzare la strada: la piantumazione di nuovi alberi ripristinerà l’ambiente boschivo. Sono stati impiegati quasi nove anni per studiare percorsi alternativi, meno impattanti e onerosi, ma non tutti i proprietari hanno concesso il transito».

«Nessuno scempio»
Netta la presa di posizione dell’amministrazione comunale di Sedrina che ha assicurato che non si tratta di un ecomostro, tanto meno di uno scempio. «Prima ci si lamenta che i nostri boschi sono lasciati all’incuria e all’abbandono – afferma il sindaco Agostino Lenisa –, poi quando un’iniziativa privata si fa carico di realizzare strutture a favore della manutenzione dei boschi subito la polemica. Siamo all’assurdo. Non discuto sul fatto che l’impatto visivo sia forte in questa fase di cantiere, ma si deve avere la pazienza di aspettare la fine dei lavori e il successivo rinverdimento della zona». Il Comune di Sedrina che inizialmente faceva parte del Consorzio dei soci promotori lo scorso anno è ufficialmente uscito, perché come precisa il sindaco «la nostra presenza nel consorzio era stata richiesta da tutti i consorziati, ma l’amministrazione ha da sempre precisato che l’intervento pubblico ci sarebbe stato solo se la strada rurale fosse stata resa accessibile anche al transito pedonale pubblico. Preso atto che questo non poteva essere formalizzato, ne siamo usciti».

Gabriella Pellegrini – L’Eco di

http://forum.valbrembanaweb.com/viabilita-valle-brembana-f89/nuova-strada-sul-canto-alto-t6189-36.html