S.Giovanni Bianco il piano sull’ospedale convince la Cgil
San Giovanni Bianco, _Sanità e Welfare Articolo letto da 162 Utenti - Pubblicato il 18 Febbraio 2007S. Giovanni Bianco Il piano sull’ospedale convince la Cgil
SAN GIOVANNI BIANCO Adesso sì che l’ospedale può veramente essere rilanciato. È questa la considerazione fatta in un comunicato da Cgil e Cgil medici. Un comunicato firmato da Orazio Amboni (dipartimento welfare Cgil) e Claudio Arici (Cgil medici), nel quale si esprime «soddisfazione per la decisione dell’Azienda ospedaliera di Treviglio di investire risorse per dare risposte ai bisogni dell’ospedale di San Giovanni Bianco».
L’analisi scende anche nei particolari dell’investimento: «La scelta del direttore generale Andrea Mentasti di non concentrare lo sforzo economico solo sulle strutture (per esempio sulla Tac), ma anche sul personale appare condivisibile, anche per il tipo di professionalità mediche su cui si è orientata (pronto soccorso, radiologia, medicina)». Potrebbe così chiudersi la fase dei disagi: «Queste decisioni, a nostro avviso, contribuiscono a dare una risposta positiva al disagio espresso dagli abitanti della valle. Ci sono ora le condizioni per un rilancio e per la ricostituzione di quel clima di fiducia tra ospedale e territorio che era andato smarrito a causa delle condizioni di sotto-dotazione di organico e di professionalità degli ultimi anni».
Infine, un invito a ridurre i tempi: «L’azienda dovrà dare attuazione concreta alle promesse in tempi certi e brevi. Non sarà facile ottenere la disponibilità di medici, specie se esperti, a trasferirsi a lavorare in Valle, e c’è il rischio, come già nel passato, che i concorsi possano andare parzialmente deserti. Potranno giovare forme di collaborazione con i rappresentanti del territorio (Comunità montana, sindaci), come la messa a disposizione di alloggi gratuiti o agevolati per il personale medico e l’adozione, in un’ottica di più lungo periodo, di politiche di diritto allo studio che favoriscano la crescita di professionalità tra gli stessi operatori già presenti o tra i giovani studenti universitari».
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