Mezzoldo – Il servizio è stato tolto già da alcuni mesi. Ma la protesta scatta solo ora. «Non siamo stati informati. Arrivano in municipio i cittadini a lamentarsi, ma nessuno ci aveva comunicato la soppressione del servizio», dice il sindaco di Domenico Rossi. Ormai dall’autunno scorso a Piazza sono stati tolti i servizi Asl di vaccinazione dei bambini e di rinnovo patenti, posti al centro sociale «Don Palla». «Per le vaccinazioni – dice il direttore generale dell’Asl di Mara Azzi –, stando ai nuovi parametri regionali, i numeri per garantire la del servizio erano insufficienti. È, infatti, statisticamente dimostrato che la percentuale di errore (vaccini mal conservati piuttosto che sbagli del personale, ndr) aumentano col diminuire delle vaccinazioni. In provincia di , comunque, siamo riusciti a mantenere il servizio in alcune sedi, laddove la popolazione sarebbe stata disagiata. Diversamente sono state trasferite».

Così è successo al centro «Don Palla» di Piazza Brembana, che ancora oggi ospita altri servizi Asl. Le vaccinazioni sono state spostate all’ospedale di e il rinnovo patenti a Zogno (dove, dal 2013, l’Asl si amplierà nella nuova sede di piazza Belotti). In una lettera inviata ai sindaci dell’alta e alla Comunità montana, il sindaco di Mezzoldo lamenta la «mancata comunicazione ai comuni», quindi chiede «le ragioni della soppressione» e ricorda come tali servizi «siano imprescindibili per i piccoli comuni montani».

Al sindaco di Mezzoldo ha risposto nei giorni scorsi, per iscritto, l’assessore ai Servizi sociali della Comunità montana e presidente dell’assemblea dei sindaci Ezio Remuzzi: «La problematica del servizio vaccinale è stata affrontata già prima dell’estate scorsa e riportata più volte anche all’assemblea dei sindaci. Quindi rimango stupito che solo ora l’Amministrazione di Mezzoldo la apprenda».

«Riguardo ai servizi erogati dall’Asl – prosegue Remuzzi – ritengo che le logiche di riorganizzazione e razionalizzazione adottate danneggino troppo spesso la . Di fronte a un ambito territoriale frammentato, nel quale gli spostamenti sono molto complessi, non si può ragionare solo in termini di numeri ma bensì in termini di capacità nel raggiungere l’utenza, ricordando che parliamo spesso di utenza debole. Sollecitiamo continuamente l’Asl perché si trovino delle soluzioni capaci di incontrare le esigenze del territorio, non solo su questi servizi ma anche su altri oggi prioritari fra i quali: il finanziamento al consultorio familiare dell’alta valle, la necessità di migliorare il servizio psicologico, la garanzia di un servizio di pediatria (sempre con particolare riferimento all’alta valle), la necessità urgente di sopperire alla chiusura del servizio Sert e in generale l’impiego di opportune risorse umane. L’Assemblea dei sindaci ha da poco incontrato la direzione dell’Asl e siamo certi che sarà capace di progettare e mettere in atto nuove strategie utili alla Valle Brembana». «Usare il criterio dei numeri per la non va bene – aggiunge Piero , sindaco di e presidente del centro “Don Palla” –. Ma se proprio si deve fare si dia una contropartita al cittadino che viene costretto a spostarsi, quindi con disagi e costi, per accedere a un servizio che prima aveva vicino a casa».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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