Serina – Andrea Tiraboschi, 25 anni, si candida a sindaco con la civica Futuro & tradizione Nel programma: lavoro, turismo e taglio ai della politica per 13 mila euro. Si e’ appena laureato alla Bocconi in Economia e management delle amministrazioni pubbliche e internazionali. I suoi compagni di università partono per l’estero. Lui resta e si candida a sindaco del paese dove è nato e vive, , con la neonata lista civica «Futuro & Tradizione». Una scelta controcorrente per Andrea Tiraboschi, 25 anni, probabilmente il più giovane aspirante alla poltrona più alta alle amministrative del 26-27 maggio. Com’è vivere da giovani in ? «Bello e difficile. È un’esperienza forte: non c’è lavoro per tutti, ci sono difficoltà di trasporto e logistiche; e per i giovani manca l’intrattenimento. Ho fatto il pendolare quando andavo al liceo Sarpi, mi sono trasferito a Bergamo durante gli anni dell’università. Ora sono tornato a casa».

Perché, quindi, fare il sindaco a Serina?
«Sarebbe un grande onore e un servizio poter condividere gioie e dolori con il mio paese, cercando di creare condizioni di vita migliori per tutti» Una scelta improvvisata o ponderata? «Faccio politica da 5 anni, come consigliere comunale d’opposizione. Per esperienza e per studi, penso di avere qualcosa da dire. Perché, quindi, aspettare che le cose migliorino anziché sporcarsi le mani perché ciò avvenga?».

La sua candidatura da dove nasce?
«Da un percorso avviato otto mesi fa, con la costruzione da zero di un progetto giovane portato avanti da una ventina di ragazzi tra i 20 e i 30 anni: operai, artigiani, geometri, architetti». Qual è il vostro obiettivo? «Dare un messaggio di speranza e di futuro. Dall’ottobre scorso abbiamo organizzato assemblee, incontrato le associazioni e le frazioni, iniziando a raccogliere le istanze per il programma». Qualche anticipazione del programma? «Si muoverà su due filoni: il lavoro e il turismo, diversificando l’offerta con pacchetti che vedano in campo tutti gli operatori del settore, dagli albergatori agli esercenti, integrando le iniziative e risparmiando sui costi. Visto il momento di crisi, poi, crediamo che l’amministrazione debba dare il buon esempio».

Taglio dei costi della politica anche nel piccolo?
«Non possiamo stringere i panni addosso alla gente, senza fare sacrifici in prima persona. Se eletti, attueremo quattro azioni che porteranno a un risparmio annuale di 12-13 mila euro. Su un bilancio di 2 milioni di euro, significa poter pagare una piccola opera oppure non aver problemi di patto di stabilità». Quali sono le azioni di risparmio? «Innanzitutto non farò il sindaco a tempo pieno. Da quando mi sono laureato (martedì scorso, ndr) sto cercando lavoro: una professionalità arricchisce l’azione amministrativa. La paga del sindaco, inoltre, verrà equiparata a una paga media di un operaio (mille euro lordi mensili), con un risparmio del 20%. Azzereremo il fondo di rappresentanza (circa 2-3 mila euro): si discute negli uffici, non a pranzo. E non destineremo i risparmi dovuti ai tagli di assessori e consiglieri (tagli imposti da Roma) alla spesa corrente». Cosa farete con i soldi risparmiati? Creeremo un fondo per far fronte ai tagli nazionali in modo da non dover aumentare le tasse e, nel caso più roseo, per diminuirle».

Sfidate la Lega, al governo da 10 anni. Qual è il vostro giudizio sull’amministrazione uscente? «Negativo, perché ha favorito i singoli interessi e i piccoli orticelli; ha avuto un ruolo di divisione, non di unione. Noi, invece, cercheremo di porci come garanti di un bene comune, collettivo. Ma è un giudizio sull’amministrazione, non sui leghisti in generale, verso i quali invece siamo molto aperti». Ma lei è del Pd. «Sono nella segreteria provinciale con le deleghe a Innovazione ed energia. Ma il partito non entra nelle dinamiche locali, e anper un progetto aperto». Molto renziano. Vorrà mica replicare in il successo seriano del suo coetaneo Jacopo Scandella? «Ero nel suo staff. Quello di Jacopo è stato un gran bel risultato, e inaspettato».

Progetto aperto anche ai grillini?
«Al momento non mi risulta che ce ne siano a Serina. Ma sarebbero i benvenuti. Il progetto è aperto a tutti i singoli che si riconoscono nei principi di trasparenza, apertura e legalità. Guardiamo più alle idee che alle tessere in tasca». Quindi campagna elettorale su Facebook? «Sarà poco virtuale e molto vicino alla gente, con tante iniziative in paese. Ci interessa il fare, non le chiacchiere».

Benedetta Ravizza – L’Eco di Bergamo

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