Serina si divide sull’acqua, quella del rubinetto e quella nera da depurare. Perché l’acqua, e la sua concessione o meno a Uniacque, è al centro del dibattito elettorale delle due squadre in corsa alle amministrative del 26 e 27 maggio: da una parte la Lega, amministrazione uscente (nel simbolo anche il Popolo della libertà) che candida a sindaco l’attuale vice , dall’altra la civica «Futuro & Tradizione», guidata dal giovane Andrea Tiraboschi, iscritto al Pd e ora consigliere di minoranza. A tenere banco la cessione della gestione del sistema idrico a Uniacque, a cui il Comune si è sempre opposto. «Finora il Comune ha gestito in economia e in modo ottimale il servizio idrico – spiega Fattori, 44 anni, artigiano-restauratore – con una rete che è stata negli anni migliorata. Non si capisce per quale motivo dovremmo cedere la gestione a Uniacque: oggi noi interveniamo in modo immediato in caso di guasti, Uniacque non avrebbe la stessa celerità. Poi le tariffe: le nostre, a oggi, sono più basse.

Inoltre Uniacque nel ritirare le gestione si è presa l’impegno a pagare i mutui fatti dai Comuni per lavori alle reti. Noi non ne abbiamo. Perché allora Uniacque non ci rimborsa i lavori già finiti? Perché dovremmo cedere gratuitamente a loro, che peraltro sono indebitati, la rete?». Ma il vero nodo resta la depurazione, ancora mancante a tutta la per la quale, nel 2016, si rischia una multa europea di dieci milioni di euro. «Ci sono due accordi in cui Uniacque si impegnava a realizzare il collettore – prosegue Fattori – cosa mai avvenuta. Perché mai dovremmo pagare noi le multe visto che sono stati loro a non mantenere l’impegno? Noi siamo pronti a cedere il servizio ma prima vogliamo concretamente vedere l’avvio dei lavori del collettore».

Di fatto anche la civica di Tiraboschi non vuole accettare un ingresso incondizionato in Uniacque. «Anzi – dice il candidato sindaco, 25 anni, neolaureato alla Bocconi – noi poniamo dei paletti più rigidi. Ma, a differenza della Lega che continua con il muro contro muro, noi vorremmo cercare il dialogo, aprire una trattativa con quattro punti fermi: chiedere a Uniacque il collettore fognario entro il 2016 per evitare la multa europea, il pagamento dei mutui in essere perché, diversamente da quanto dice la Lega, i mutui ci sono, l’impegno a intervenire per opere urgenti, quindi che la società non chieda il conguaglio delle bollette dal 2007 a oggi».

E la lista pone un bivio agli elettori: «Con la Lega ci saranno lo scontro e il pagamento di 550 euro di multa a cittadino, più il costo del collettore di sette milioni di euro; con noi, invece, il dialogo e la disponibilità dell’Ato a garantire le risorse per il collettore, evitando quindi la multa e trovando accordi con Uniacque o altra società per la gestione dell’acqua». E attacca il sindaco Villarboito: «L’unico finora ad aver “regalato” l’acqua a Uniacque è lui, visto che nel 2006, con delibera consiliare, aderì alla società, acquistando azioni e sottoscrivendo lo statuto che prevedeva pure la gestione dell’acquedotto ». Gestione che, però, successivamente,
non si è mai attuata concretamente per la contrarietà dello stesso sindaco.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di