San Giovanni Bianco – «È crollata una che lascerà il segno»: questo il commento a caldo del consigliere di minoranza di Luciano Valaguzza. Il Consiglio comunale previsto per mercoledì scorso è stato da poco annullato. C’è stato solo per una comunicazione del sindaco Marco . La causa: mancanza del numero legale che permette di svolgere regolarmente la seduta. Ciò ha determinato anche la cancellazione del Consiglio in seconda convocazione, ovvero la seduta programmata per il giorno successivo.

Che cosa è successo? Quando, come primo punto all’ordine del giorno, il sindaco ha dato alcune comunicazioni sulle dimissioni dell’assessore alla Cultura, Istruzione e Servizi sociali Eva Rondi e dell’assessore al Bilancio, Sviluppo economico e del Personale Pietro Salvetti, Valaguzza ha chiesto la parola. «È solo una comunicazione – gli ha detto Milesi –, passiamo al secondo punto». Valaguzza e gli altri due consiglieri di minoranza Ferdinando Begnis e Roberto Monaci hanno protestato: «Il sindaco non ci consente di intevenire? Noi ce ne andiamo. Verificate se c’è il numero legale per continuare anche senza di noi». Restavano così sei componenti della maggioranza, quando il numero minimo per svolgere l’assemblea è di sette.

«Dispiace per il lavoro che abbiamo svolto finora e per il lavoro che ci attende – commenta Milesi –. Ciò che è successo non fa bene al paese e non giova per il futuro. E va contro alla collaborazione necessaria per affrontare un momento così difficile. Mi viene da pensare che il gruppo di minoranza si sia accordato in anticipo per agire così».

Secondo Monaci «è venuta meno l’onestà nei confronti dei cittadini. Ciò che preoccupa è che la maggioranza abbia già dei problemi dopo sei mesi dalle elezioni –, e riferendosi alle dimissioni degli assessori Rondi e Salvetti – se questa è una lista civica, come mai due assessori se ne vanno per ragioni politiche?». Mentre per Valaguzza «è grave che proprio a dimettersi sia l’assessore al Bilancio, vista la situazione in cui versa il comune. Nella lettera di dimissioni, peraltro, Salvetti e Rondi sostengono che sia necessario fare chiarezza “in ordine a complesse pratiche amministrative e giuridiche ereditate”. Ora, noi vorremmo sapere di cosa si tratta». Nei prossimi giorni sarà convocato un nuovo Consiglio comunale.

Alberto Marzocchi – L’Eco di