San Pellegrino Terme – L’inchiostro è corso a , forse più delle acque del Brembo che attraversa San , per scrivere il rilancio della cittadina termale della . Ma a che punto sono davvero i lavori? Al momento si è fermi, anzi si è tornati indietro rispetto a quando è stato presentato il primo progetto di Antonio . Prima di allora, infatti, le terme erano in funzione mentre ora sono chiuse nell’attesa delle nuove. Le uniche opere realizzate sono state: il recupero esterno del , ma solo la facciata principale dato che il retro cade a pezzi. La creazione di un sentiero dietro il casinò che collega la località ex albergo Paradiso e di una zona ristoro con tavoli per pic-nic sempre nella stessa zona. E l’abbattimento dell’ex sede d’imbottigliamento della San Pellegrino per far posto al villaggio di negozi di grandi marche.

Il faraonico progetto del francese Dominique Parreault per le terme è stato accantonato e ora si pensa di collocarle all’interno dell’antico porticato accanto al casinò e di chiudere le arcate con delle vetrate e di trasformare la sede della fonte in un “lounge restaurant”. Abbandonato anche il progetto dell’hotel a sette stelle nella sede dell’ex albergo Terme ora al suo posto è prevista la creazione di appartamenti. A questo punto ci si domanda, com’è possibile puntare al turismo e al rilancio se non si creano alberghi?

Se lo chiede da te e sta combattendo ormai da tempo questa battaglia il comitato “Uniti per cambiare” con dei progetti alternativi come la riqualificazione delle terme nella loro sede originale e la creazione di un parco nel cratere della ex sede d’imbottigliamento e soprattutto la creazione di un hotel di lusso per ospitare turisti anche di un certo livello.

L’idea proposta dal sindaco di riaprire la sala da gioco è una storia vecchia 40 anni, già i precedenti sindaci in passato l’avevano proposta ma sempre con il risultato di un nulla di fatto, un’illusione. Anche perché inizialmente lo stesso era moralmente contrario, dicendo che era un attività vista come “un brutto vizio”.

Nel frattempo i cittadini di San Pellegrino si dividono fra coloro a cui sta cuore la faccenda e quindi partecipano attivamente alle riunioni e agli incontri sui progetti, portando avanti idee e proposte pensando anche al futuro lavorativo per i propri figli e l’altra metà formata in gran parte da pensionati a cui non sembra interessare molto il futuro della cittadina termale e quindi restii anche a discuterne.

Niccolo’ Belloli – NEWS