raffigurazione dell'Homo Selvadego in ValtellinaPer la prima volta al «Carnevale nella terra di Arlecchino» di San Giovanni Bianco il vincitore della tradizionale «Giostra del Selvadech» è una donna, Marinka Giupponi di San Giovanni Bianco. Come ogni anno la manifestazione svoltasi in piazza Martiri di Cantiglio ha catturato l’attenzione di numerosi spettatori con prove di abilità, forza e arguzia. Tradizionalmente erano gli uomini selvaggi, mascherati come la riproduzione murale all’ingresso della Casa di Arlecchino nel borgo di Oneta, che si sfidavano nei giochi per l’ambito premio: il bacio della bella selvaggia. Ma i tempi cambiano e il gentil sesso ha trionfato in tutte e tre le prove.

L’«homo selvadego», di cui si trovano raffigurazioni soprattutto nel Trentino e in Valtellina, è un incrocio tra uomo e animale: è colui che, fuggito nei boschi, incarna l’archetipo dell’uomo libero da convenzioni e regole destinate a soffocare la sua simbiosi con la natura. Paragonato a tanti altri miti, come quello dello Yeti o di Tarzan, il «selvaggio» alpino è stato considerato anche matrice, per certi versi, della maschera di Arlecchino.

Nella giostra medievale di San Giovanni Bianco il concorrente con una lancia doveva colpire il fantoccio che ruotando su se stesso azionava la mazza ferrata per far scoppiare più palloncini nel minor tempo possibile. Il secondo gioco era una prova di sopravvivenza denominata «La vita nel bosco»: gli uomini in gara dovevano accendere un fuoco e mantenere viva la fiamma più a lungo. Il terzo confronto metteva alla prova l’abilità dei selvatici di raccogliere il maggior numero di noci e nocciole nascoste tra le foglie secche. «Grattapiocc», alias Sergio Zuccali, e il «Bel ma Selvadech» Fabio Rota, entrambi di San Giovanni Bianco, si sono impegnati molto ma alla fine, nonostante i grugniti e i numerosi trabocchetti degli ominidi, la vincitrice è stata «la bela» Marinka Giupponi. Per pranzo, quindi, le donne del gruppo folcloristico «L’Arlechì e chi oter Zani so fradei» hanno offerto al pubblico oltre 40 litri di una gustosa zuppa alle verdure preparata seguendo la ricetta di un cuoco particolare: Arlecchino.

Elisa Galizzi - L’Eco di Bergamo

GALLERY FOTOGRAFICA LA GIOSTRA DEI SELVADECH 2007