Seggiovie Bremboski comuni condannati
Foppolo, _Sport invernali e Stazioni Ski Articolo letto da 561 Utenti - Pubblicato il 14 Luglio 2007
Annullata dal Tar la requisizione del 2006. Dovranno risarcire la società di Quarti
ALTA VALLE BREMBANA Maggio 2006: i Comuni di Foppolo e Valleve requisiscono gli impianti di risalita della London Group, per garantire l’avvio della stagione sciistica. Luglio 2007: dopo più di un anno il Tar di Brescia sentenzia che quella requisizione non andava fatta e condanna i Comuni al risarcimento dei danni. Gianfranco Quarti, l’architetto zognese amministratore della London Group, segna un punto a suo favore nell’intricata vicenda che dal 2003 lo vede scontrarsi con le due amministrazioni pubbliche dell’alta Valle Brembana.
Nel maggio dello scorso anno i Comuni di Foppolo e Valleve ordinarono la requisizione delle seggiovie di San Simone e Foppolo, di proprietà delle società di Quarti. Un’azione di forza, che gli amministratori giustificarono affermando che la stagione sciistica 2006-2007 rischiava di non partire, in particolare per via di alcuni impianti di risalita prossimi alla scadenza tecnica e quindi non più utilizzabili. Ma già a giugno dello scorso anno il Tar di Brescia, presso il quale la Foppolo evolution e la San Simone evolution (società ancora facenti capo alla London Group) si erano appellate, aveva annullato, in via cautelare, l’ordinanza di requisizione dei due Comuni. Secondo il tribunale non ci sarebbero state gravità e urgenza che, invece, dovrebbero caratterizzare provvedimenti di questo tipo. La questione restò, di fatto, congelata, in attesa che il Tar entrasse nel merito della vicenda. Cosa che ha fatto alcuni giorni fa confermando la decisione dello scorso anno.
Il giudice ha ritenuto illegittimo il provvedimento dei Comuni - spiega l’avvocato Francesca Isgrò dello studio legale “Orrick, Herrington & Sutcliffe”, con sedi a Milano e Roma, che difende Quarti -. Non c’erano sicuramente le condizioni di gravità che dovrebbero, invece, accompagnare un’ordinanza come la requisizione in uso. Il tribunale, quindi, ha stabilito che i Comuni di Foppolo e Valleve dovranno risarcire le società di Quarti per i mancati introiti che sarebbero derivati dall’affitto degli impianti nel periodo maggio 2006 (quando vi fu l’ordinanza di requisizione dei Comuni) al novembre dello stesso anno (quando vennero revocate le concessioni d’uso delle seggiovie).
Foppolo evolution e San Simone evolution, infatti, da due stagioni affittavano le seggiovie alla Valbrembana Ski, società dei Comuni di Foppolo, Valleve e Carona. Sulla quota del risarcimento dovranno essere le parti ad accordarsi, ovvero Comuni e società di Quarti. Ma la cifra dovrebbe aggirarsi attorno ai 200 mila euro, molto inferiore ai 16 milioni di euro chiesti inizialmente dalla società di Quarti. Eravamo consapevoli che la requisizione era un atto di forza e rischioso - commenta il sindaco di Foppolo, Beppe Berera - ma in quel momento andava garantita l’apertura degli impianti e la continuità delle stagioni, cosa che le società di Quarti non sarebbero state in grado di fare. Di fatto - aggiungono dallo studio legale che difende i Comuni - il giudice ha riconosciuto la bontà delle ragioni che hanno spinto le Amministrazioni comunali alla requisizione, affermando però che modalità e tempi non erano adeguati.
In virtù della revoca delle concessioni d’uso degli impianti (con acquisizione) effettuata dai Comuni nel novembre scorso, le Amministrazioni di Foppolo e Valleve restano, comunque, ancora in possesso delle seggiovie. Ma a breve è attesa anche la sentenza definitiva del Tar di Brescia proprio su tale provvedimento, su cui la London Group ha fatto ricorso. Sentenza che potrebbe rivelarsi decisiva per le sorti di tutta la vicenda.
Giovanni Ghisaberti - L’Eco di Bergamo 14-07-2007
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Inserito il 14 Luglio 2007 alle ore 09:49 CEST
Più che una sconfitta un vero successo, e poi che mancati introiti, se non c’erano i comuni gli impianti non giravano….ma va bene cosi!!
Inserito il 14 Luglio 2007 alle ore 09:56 CEST
Leggendo il titolo dell’articolo mi sono spaventato. Poi leggendo l’articolo altra storia. 200.000 euro per i comuni cosa vuoi che sia. Concordo con pino per me e’ un successo a favore dei comuni dell’alta valle brembana. Andata avanti cosi’ alla bremboski.
Inserito il 16 Luglio 2007 alle ore 17:14 CEST
Come sempre accade, le notizie riportate in forma succinta e schematica, soprattutto se riguardano operazioni complesse sul piano giuridico, rischiano di non essere chiare. E, dunque, anche leggermente fuorvianti. L’articolo de “L’Eco di Bergamo” di sabato 14 luglio, a firma Giovanni Ghisalberti, pubblicato a pagina 27, ha un titolo “sensazionalistico” (altrimenti l’articolo rischia di sfuggire all’attenzione del lettore spesso veloce e disattento), mentre il contenuto è chiaro, leggibile, corretto e informato. Va letta la sentenza: che è l’unica cosa che conta.
Tale sentenza NON ANNULLA la requisizione: semmai fu l’intervento d’urgenza del giugno 2006 ad annullarla. Questa sentenza CONFERMA ,s econdo il Tar, che non c’erano i motivi di urgenza. Ma perchè diventasse operativa, la sentenza aveva bisogno del giudizio di merito, che il TAR ha reso noto solo nei giorni scorsi, confermando il giudizio allora emesso di non ritenere presenti i motivi di “gravità e urgenza” nell’atto di requisizione degli impianti a London Group da parte della società dei tre comuni (Foppolo, Valleve e Carona).
Tant’è che ora il TAR stabilisce che i Comuni debbano risarcire London Group per il “mancato guadagno” degli impianti relativo ai mesi di maggio-ottobre 2006. London Group chiedeva 16 milioni di euro; la cifra sulla quale trattare sarà invece di circa 200mila euro (pari al contratto di affitto degli impianti da riconoscere alla London Group). Ma da qui ad allora la strada legale è ancora tutta aperta. E si vedrà , se, come, dove, quando, quanto, perchè e chi….. I giudizi del TAR sono appellabili: e dunque…
Non entrando in altri particolari tecnico-giuridici, come afferma anche lo studio legale che difende la società dei Comuni, di fatto in Tribunale riconosce la validità dei motivi che hanno spinto i comuni ad agire come hanno agito. Ma il tribunale deve difendere anche il diritto di chi si sente parte lesa (London Group, in questo caso) e pare voler dire: come mai avete agito solo a maggio 2006 e non prima? C’era davvero questa urgenza o non c’era?
In buona sostanza si tratta di questo. Quando si va in guerra, insegnano i buoni generali, si possono perdere anche alcune battaglie: l’importante è vincere la guerra. Aspettiamo settembre: ci sarà ancora un passaggio nodale. Ma, come abbiamo detto in molte occasioni, la strada dal dicembre 2006 è davvero molto più spianata. Un piccolo consiglio: titoli, sottotitoli e catenaccio spesso sono più “enfiati” rispetto ai contenuti.
Leggere bene sempre tutto e rileggere, in questi casi, aiuta a capire anche tra le righe.
Bremboski