Seggiovie Foppolo Carona ValleveAnnullata dal Tar la requisizione del 2006. Dovranno risarcire la società di Quarti

ALTA VALLE BREMBANA Maggio 2006: i Comuni di Foppolo e Valleve requisiscono gli impianti di risalita della London Group, per garantire l’avvio della stagione sciistica. Luglio 2007: dopo più di un anno il Tar di Brescia sentenzia che quella requisizione non andava fatta e condanna i Comuni al risarcimento dei danni. Gianfranco Quarti, l’architetto zognese amministratore della London Group, segna un punto a suo favore nell’intricata vicenda che dal 2003 lo vede scontrarsi con le due amministrazioni pubbliche dell’alta Valle Brembana.


Nel maggio dello scorso anno i Comuni di Foppolo e Valleve ordinarono la requisizione delle seggiovie di San Simone e Foppolo, di proprietà delle società di Quarti. Un’azione di forza, che gli amministratori giustificarono affermando che la stagione sciistica 2006-2007 rischiava di non partire, in particolare per via di alcuni impianti di risalita prossimi alla scadenza tecnica e quindi non più utilizzabili. Ma già a giugno dello scorso anno il Tar di Brescia, presso il quale la Foppolo evolution e la San Simone evolution (società ancora facenti capo alla London Group) si erano appellate, aveva annullato, in via cautelare, l’ordinanza di requisizione dei due Comuni. Secondo il tribunale non ci sarebbero state gravità e urgenza che, invece, dovrebbero caratterizzare provvedimenti di questo tipo. La questione restò, di fatto, congelata, in attesa che il Tar entrasse nel merito della vicenda. Cosa che ha fatto alcuni giorni fa confermando la decisione dello scorso anno.
Il giudice ha ritenuto illegittimo il provvedimento dei Comuni - spiega l’avvocato Francesca Isgrò dello studio legale “Orrick, Herrington & Sutcliffe”, con sedi a Milano e Roma, che difende Quarti -. Non c’erano sicuramente le condizioni di gravità che dovrebbero, invece, accompagnare un’ordinanza come la requisizione in uso. Il tribunale, quindi, ha stabilito che i Comuni di Foppolo e Valleve dovranno risarcire le società di Quarti per i mancati introiti che sarebbero derivati dall’affitto degli impianti nel periodo maggio 2006 (quando vi fu l’ordinanza di requisizione dei Comuni) al novembre dello stesso anno (quando vennero revocate le concessioni d’uso delle seggiovie).

Foppolo evolution e San Simone evolution, infatti, da due stagioni affittavano le seggiovie alla Valbrembana Ski, società dei Comuni di Foppolo, Valleve e Carona. Sulla quota del risarcimento dovranno essere le parti ad accordarsi, ovvero Comuni e società di Quarti. Ma la cifra dovrebbe aggirarsi attorno ai 200 mila euro, molto inferiore ai 16 milioni di euro chiesti inizialmente dalla società di Quarti. Eravamo consapevoli che la requisizione era un atto di forza e rischioso - commenta il sindaco di Foppolo, Beppe Berera - ma in quel momento andava garantita l’apertura degli impianti e la continuità delle stagioni, cosa che le società di Quarti non sarebbero state in grado di fare. Di fatto - aggiungono dallo studio legale che difende i Comuni - il giudice ha riconosciuto la bontà delle ragioni che hanno spinto le Amministrazioni comunali alla requisizione, affermando però che modalità e tempi non erano adeguati.

In virtù della revoca delle concessioni d’uso degli impianti (con acquisizione) effettuata dai Comuni nel novembre scorso, le Amministrazioni di Foppolo e Valleve restano, comunque, ancora in possesso delle seggiovie. Ma a breve è attesa anche la sentenza definitiva del Tar di Brescia proprio su tale provvedimento, su cui la London Group ha fatto ricorso. Sentenza che potrebbe rivelarsi decisiva per le sorti di tutta la vicenda.

Giovanni Ghisaberti - L’Eco di Bergamo 14-07-2007