Sedrina – Un disavanzo di 350 mila euro più altri 250 mila euro circa di debiti fuori bilancio: totale 600 mila euro. Conti in rosso per il Comune di che, ora, per evitare un commissariamento quasi certo entro la fine ’anno, ha ufficialmente chiesto alla Corte dei conti di poter avviare un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, come previsto dalla legge. Nella sostanza la procedura, una volta accolta dallo Stato, consentirà al Comune di avere alcune agevolazioni fiscali (per esempio mutui a tassi agevolati). D’altro canto, la stessa procedura, prevede che, fin da subito, le tasse a carico dei cittadini siano comunque portate al tetto massimo consentito.

«L’alternativa era il commissario»
La richiesta di poter accedere al riequilibrio finanziario è stata approvata martedì sera dal Consiglio comunale (con l’astensione della minoranza della Lega che ha chiesto un emendamento a tutela della posizione dei consiglieri). «Non avevamo altre possibilità – spiega il sindaco Stefano Micheli –. Se non avessimo chiesto di accedere al piano di rientro sarebbe arrivato il commissario, che avrebbe fatto la stessa cosa nostra: ovvero alzare le tasse al massimo consentito. La richiesta di riequilibrio finanziario, infatti, implica necessariamente tale passo. Peraltro le imposte era già altissime».

«Innanzitutto abbiamo presentato alla Corte dei conti la nostra difficile situazione di cassa – spiega il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Gotti – situazione peraltro ereditata dall’Amministrazione comunale che ci ha preceduto. Il problema è rappresentato da un disavanzo di 350 mila euro, a cui si aggiungono circa 250 mila euro di debiti fuori bilancio. Alternative al piano di rientro non ne avevamo. Questo, peraltro, ci consente di tracciare una linea di discontinuità rispetto al passato. Da qui ora ripartiamo». «Sulla durata del Piano – prosegue Gotti – dobbiamo fare ancora alcune valutazioni. Entro fine settembre la Corte dei conti dovrebbe rispondere sulla nostra richiesta, quindi decideremo anche i tempi: l’idea è di avere un piano più lungo (intorno ai 10 anni, ndr) che ci dia più tranquillità. Poi, se le cose vanno bene, siamo sempre in tempo ad accorciarlo».

«In questo modo eviteremo il commissariamento – continua il vicesindaco – il cui intervento avrebbe avuto sicuramente effetti negativi sulle attività del Comune e su alcuni servizi, tipo l’asilo, che stiamo invece seguendo con grande attenzione. Il Piano di rientro, invece, ci consentirà di avere alcune agevolazioni finanziarie. Dovremo fare un po’ di sacrifici, ma alla fine è così». Assemblea sull’asilo Il Consiglio, nella seduta di martedì sera, ha approvato anche l’istituzione delle commissioni comunali (ora dovranno essere raccolti i nominativi): Lavori pubblici, Politiche sociali e infanzia, Servizi e tributi, Sport e turismo, Cultura e istruzione, oltre a quella della biblioteca. Per il prossimo 19 agosto, alle 20,45, all’asilo di Sedrina, infine, è stata indetta l’assemblea pubblica sulla situazione della scuola dell’infanzia, dopo il recente annuncio di parziale statalizzazione.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di