: adesioni ferme a 70 famiglie, via solo al tratto principale. Il sindaco: «Niente rete interna alla frazione, troppo pochi utenti». Solo una settantina di famiglie residenti nella frazione di Botta ha dato la propria adesione alla rete di teleriscaldamento nella frazione, ma il progetto verrà comunque avviato e per fine anno partiranno i lavori per la realizzazione del tratto che porterà la rete principale da a Botta.

Il progetto iniziale, presentato tre anni fa dal Comune di Sedrina alla Regione, prevedeva circa 150 allacci alla rete, ma le adesioni sono state solo 70. «Abbiamo inviato una lettera alle famiglie che hanno aderito – afferma il sindaco Agostino Lenisa – comunicando che per il momento la rete di teleriscaldamento interna alla frazione di Botta non verrà realizzata. La rete di teleriscaldamento, che conta attualmente a Sedrina circa 250 allacci su 330 da realizzare, è entrata in funzione poco più di un anno fa con l’installazione nella Tresa di una centrale di cogenerazione a biomassa (scarti di legna non trattata chimicamente) costata 15 milioni di euro, di cui 5 milioni per la rete di teleriscaldamento».

«Il progetto relativo alla frazione di Botta – continua il sindaco – ha un costo complessivo di circa 2 milioni 500 mila euro. La Regione ha concesso un contributo di un milione di euro, ma purtroppo la comunicazione dell’avvenuto finanziamento e le tempistiche per l’attivazione dello stesso ci sono pervenute troppo in ritardo, lasciando all’amministrazione comunale e quindi alla popolazione poco tempo per valutare il da farsi». Il progetto di teleriscaldamento a Botta era stato presentato alla cittadinanza nel corso di due assemblee organizzate proprio nella frazione sedrinese. «Avevo comunicato apertamente – continua Lenisa – che nel caso non vi fosse stata una massiccia adesione, il progetto non si sarebbe potuto realizzare. Così è stato e di conseguenza abbiamo dovuto comunicare anche la rinuncia al finanziamento alla Regione che però ha risposto concedendo al Comune di Sedrina un’ulteriore proroga fino a settembre».

La discussione interna all’Amministrazione è stata molto serrata, soprattutto in considerazione del fatto che per allacciare alla rete la frazione di Botta è stata sostenuta una spesa di circa 200 mila euro per il potenziamento del tratto di rete che scende lungo via IV Novembre. «Alla fine – precisa il sindaco – si è deciso di non perdere l’occasione di un finanziamento così importante, visti anche i tempi di crisi e soprattutto in considerazione dell’investimento già fatto per Sedrina. Ad oggi stiamo lavorando al perfezionamento del progetto esecutivo che partirà presumibilmente a settembre e che prevede la realizzazione del tratto principale che da Sedrina arriva a Botta e qualche allaccio sino a raggiungere l’asilo nido e le grandi strutture presenti sul tracciato della tubazione per un importo di circa 2 milioni di euro.

A quel punto almeno la frazione sarà servita e quando i cittadini vorranno potranno tranquillamente allacciarsi, senza dover per forza decidere in poche settimane. È importante rilevare come a Sedrina la cittadinanza ha avuto circa due anni per informarsi, valutare e decidere mentre a Botta il tempo concesso è stato veramente poco. Ritengo che aver avuto 70 adesioni in poco più di tre mesi sia comunque positivo».

Nel 1999, quando partì a Sedrina il teleriscaldamento, tra i sedrinesi c’era lo stesso scetticismo che oggi regna a Botta. «Dieci anni fa – conclude Lenisa – le risposte non furono molto diverse da parte della cittadinanza. Parlare di fonti rinnovabili a quei tempi, anche se son passati solo dieci anni, era un argomento ostico. Nella nostra provincia molti Comuni ci hanno seguito in questi dieci anni, realizzando a loro volta reti di teleriscaldamento e a fonti rinnovabili».

Gabriella Pellegrini – L’Eco di Bergamo