Sedrina – È un’operazione sicuramente complessa, complice la crisi globale che investe anche i piccoli Comuni, ma non rischierebbe alcun fallimento. È la tesi che il sindaco Agostino Lenisa ha sostenuto di fronte al Consiglio comunale di chiamato ad approvare un preliminare di compravendita di quota di un’area già industriale ora di proprietà della Scs (società per i servizi comunali interamente partecipata dal Comune che l’ha acquisita da un fallimento il cui esito è in via di definizione) tra il Comune che intende acquisirla e la società dei servizi – della quale è stata chiesta la messa in liquidazione – che la cederebbe. Un valore di 4,4 milioni di euro, e sarebbero in gioco 1,9 milioni di euro.

La Lega lascia l’aula
Tale deliberazione – che è stata alla fine approvata coi soli voti della maggioranza di «Gente e paese», mentre la minoranza della Lega ha lasciato l’aula al momento del voto – è stata il clou con vivacissimo dibattito e scambio di battute piuttosto pepate tra il sindaco Lenisa e il consigliere leghista Enzo Galizzi. Una polemica alimentata pure dalla recente diffusione nella cittadinanza di volantini della Lega nei quali si paventava appunto un rischio di fallimento comunale che potrebbe derivare dalla proposta della Giunta. Lenisa ha definito tale volantino di tono «terroristico» e certamente nocivo per una positiva soluzione del problema che «è complesso, ma non irrisolvibile». Affermazione contestata dalla Lega che di contro ha parlato di legittima informazione.

Volantino «infuocato»
«Non siete stati corretti – ha ribadito il sindaco – in quanto avete diffuso il testo di una deliberazione della Giunta cancellando un passaggio chiave, laddove si specificava che la proposta era semplicemente un preliminare. Quindi, per una qualsiasi decisione, si dovrà tornare in Consiglio comunale e avete gettato inutile discredito sul paese».

«Non è stata una cancellazione voluta – hanno specificato i leghisti –, ma solo un alleggerimento del testo, e certamente non si è voluto screditare il paese». Dibattito infuocato e ciascuna parte politica a tenere la propria posizione: decisamente contraria la Lega che vede grossi rischi in prospettiva, altrettanto decisa ad andare avanti la maggioranza che intravede una soluzione positiva della vicenda, pur se ci si dovrà lavorare sopra, anche perché c’è un buon lasso di tempo operativo nei restanti tre anni della legislatura.

In altre parole, come ha recepito il folto uditorio presente al Consiglio comunale, dalla dettagliata e minuziosa relazione del sindaco: si imposterà un’operazione immobiliare che richiederà tempi lunghi, impostata sulla messa a frutto della somma di un milione e 900 mila euro e perciò – il sindaco e la maggioranza ne sono convinti – nessun rischio di default all’orizzonte per il Comune di Sedrina.

Sergio Tiraboschi – L’Eco di