Valli Bergamasche – Piano d’area regionale per la Seriana e la , fino alla Valsassina: un disegno per creare uno sviluppo urbanistico più ordinato e omogeneo. Ieri l’assessore regionale al Territorio Daniele Belotti ha presentato agli amministratori locali delle il programma di lavoro per le Valli Prealpine.

«È un piano che interessa 45 Comuni – spiega –, che vanno dai 4 della Valsassina ai 41 dell’alta Valle Brembana e fino al Passo della Presolana, esclusa la ». L’incontro è servito anche per ascoltare le esigenze degli enti locali. La presentazione del progetto è fissata per il 4 maggio.

Il territorio interessato dal piano d’area è stato individuato con il criterio del rapporto tra seconde case e numero complessivo di immobili presenti nella zona Prealpina. «Abbiamo riscontrato – commenta l’assessore Belotti – dei picchi con punte, per le seconde case, che arrivano fino al 94%. E sono immobili disabitati per 340 giorni l’anno. È un problema che ormai è diventato pesante e noi stiamo cercando di creare uno sviluppo urbano più ordinato su un territorio che ha caratteristiche comuni». Si vuole infatti cercare di offrire un’opportunità di sviluppo con maggiore attenzione all’ambiente. «C’è stata una crescita disordinata – prosegue Belotti – con Comuni dove ci sono pochissime seconde case e altri confinanti con la maglia nera per l’alta percentuale delle stesse».

Ma attenzione, il piano d’area non vuole essere l’ennesimo elenco di regole imposto dall’alto che va ad aggiungere ulteriori vincoli: «Con questa iniziativa vogliamo dare degli indirizzi agli enti locali e uno strumento per sensibilizzare cittadini e amministrazioni rispetto al fatto che il turismo non è solo quello delle seconde case». Da parte loro, gli amministratori hanno chiesto di non avere ulteriori complicazioni, ma auspicano una maggiore semplificazione. «Non stiamo aggiungendo ulteriori vincoli – ha assicurato Daniele Belotti –. Ci è stato poi chiesto che sia compatibile con i Piani di governo del territorio e anche su questo sono stati rassicurati».

Alessandra Loche – L’Eco di