Santa Brigida, dopo 30 anni riapre l’albergo
Santa Brigida Articolo letto da 374 utenti - Pubblicato il 2 gennaio 2009
Il Coira, attivo fino al 1980, ora è l’unico in paese dopo la chiusura dell’Edelweiss dieci anni fa. Da antica trattoria, usata nei secoli scorsi soprattutto come punto di ristoro per i viandanti, a modernissimo albergo tre stelle. È l’evoluzione che ha vissuto il ristorante Coira di Santa Brigida che, dopo trent’anni, ha riaperto in questi giorni le stanze dell’albergo, l’unico del paese. Situato nella contrada di Muggiasca, in centro paese, l’attività è da sempre gestita, tranne che per una dozzina d’anni, dalla famiglia Regazzoni.
«Il locale si chiama così perché un nostro antenato era emigrato per lavoro a Coira, in Svizzera. Tornato a Santa Brigida aveva poi gestito il ristorante – spiega Igor Regazzoni, attuale proprietario insieme alla moglie Zaira Regazzoni –. L’albergo è stato aperto fino al 1980 (mentre fino a una decina d’anni fa era aperto l’albergo Edelweiss, ora solo ristorante-pizzeria, ndr). Per amore del nostro paese e sperando nel ritorno del turismo con i nuovi impianti ai Piani dell’Avaro di Cusio, abbiamo deciso di restaurare l’edificio e riaprirlo». Insieme ai giovani coniugi Regazzoni, che hanno una bambina di nome Ingrid, aiutano nella gestione dell’albergo i genitori di Igor, Antonio e Elisanna. Di recente si sono conclusi i lavori di recupero della struttura, resi possibili anche grazie al contributo regionale e già in queste festività l’albergo ha potuto ospitare persone.
«Ora la struttura dispone, oltre alla sala da pranzo per ristorante e pizzeria che ha la capienza di cento persone anche di sette stanze doppie e tre triple con la possibilità di aggiungere altri posti letto – prosegue Regazzoni –. L’albergo, inoltre, ha una sala bar, una sala colazioni e una per momenti ricreativi con un biliardo e all’esterno ci sono il campo da bocce, un giardino e un parcheggio privato». Dal più antico ristorante del paese partivano le strade e i sentieri consorziali verso le altre contrade ed era dimora di una nobile famiglia.
«Sulla facciata è ancora visibile il grande stemma araldico della famiglia Regazzoni – conclude il proprietario – e durante i restauri interni è stato ritrovato, sulla parete che porta alle stanze, un dipinto del 1600 raffigurante i Santi Sebastiano e Rocco: ora è allo studio degli esperti perché abbiamo intenzione di restaurarlo».
Eleonora Arizzi – L’Eco di Bergamo
ALBERGO COIRA DI SANTA BRIGIDA
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