x_spellegrino_1986_a0900vOra più che mai, facciamo appello alla collaborazione di tutti per realizzare gli obiettivi di efficienza e competitività che il piano tende a raggiungere, attraverso il necessario confronto e in tempi definiti, per non compromettere i risultati attesi, nel rispetto del grande sforzo fatto sinora da tutte le parti coinvolte». Saluta con questo invito, Stefano Agostini, amministratore delegato di , la sigla dell’ipotesi di accordi raggiunta alle prime ore di sabato sul piano di riorganizzazione aziendale annunciato a marzo.

Il piano inizialmente prevedeva 282 lavoratori in eccedenza (sulle 1.724 persone occupate nel gruppo) che nell’ipotesi di accordo scendono a 115 (da 60 a 40 per lo stabilimento di Ruspino), Rispetto alla mobilità prospettata all’inizio dall’azienda è stato inoltre concordato di privilegiare la dell’utilizzo dei contratti di solidarietà (orario di lavoro ridotto per mantenere in organico il personale) lasciando la della mobilità alla volontarietà, per altro incentivata sia per chi con la mobilità scivolerebbe in pensione (garantendo il raggiungimento dell’80% del valore dello stipendio con un minimo di 6 mila euro per tutti) sia per chi uscirebbe dall’azienda senza andare in pensione (25 mila euro di incentivo).

«Attraverso il dialogo fra le parti sociali, sono state individuate soluzioni che potranno permettere all’azienda di recuperare efficienza e competitività garantendo il minor impatto possibile sui lavoratori – sottolineano dalla Sanpellegrino -. La riorganizzazione aziendale passerà attraverso l’utilizzo in via prioritaria dei contratti di solidarietà negli stabilimenti coinvolti, le ricollocazioni interne e gli incentivi al pensionamento e prevede l’implementazione di un piano industriale con investimenti sulla tecnologia degli stabilimenti, sulla protezione delle fonti e sul rilancio dei singoli marchi Sanpellegrino».

Per quanto riguarda i contenuti dell’ipotesi d’intesa applicati ai singoli poli produttivi, alla sede di Milano i 40 esuberi saranno gestito con ricollocazione, mobilità interna al gruppo Nestlé e con 26 esuberi volontari. Allo stabilimento Recoaro Terme i 16 esuberi saranno gestiti con contratti di solidarietà, così come a S. Giorgio in Bosco per 80 figure professionali, mentre per 5 lavoratori ci sarà la ricollocazione interna. A Ruspino (dove domani si svolgerà l’assemblea di fabbrica) oltre al riassorbimento di 10 professionalità, l’esubero di 40 persone sarà gestito con contratti di solidarietà, così come si farà per 12 lavoratori a Scarperia.

L’Eco di Bergamo

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