È una «battaglia» a colpi di bollicine quella che vede protagonisti due stabilimenti della : il sito di Ruspino e quello di San Giorgio in Bosco, nel Padovano. L’azienda che fa capo al gruppo Nestlé a maggio di quest’anno ha annunciato un nuovo investimento «importante», per raddoppiare la capacità produttiva delle bibite in lattina, che vedono un forte aumento dei volumi produttivi. In particolare, la domanda di aranciata e limonata è in crescita soprattutto all’estero, tanto che se dallo stabilimento di Ruspino (l’unico del gruppo dove si producono bibite in lattina) nel 2012 è prevista l’uscita di qualcosa come 280 milioni di lattine, l’anno prossimo il fabbisogno complessivo dovrebbe superare i 300 milioni. Ma la capacità produttiva di Ruspino, lavorando a pieno regime cinque giorni, si aggira intorno ai 220-250 milioni.

In cerca del sito più «adatto»
Il punto è questo: i sindacati sostengono che l’azienda aveva annunciato che l’investimento in questione (che porterebbe all’installazione di una nuova linea produttiva) sarebbe stato fatto a Ruspino. Sanpellegrino, di contro, afferma: «Abbiamo comunicato ai sindacati che avremmo studiato gli investimenti più consoni per non intaccare le potenzialità della produzione di acqua e a settembre abbiamo concluso che il sito di San Giorgio in Bosco (dove si producono Acqua Vera, Belté e più in generale le bibite in bottiglia di plastica, ndr) era il più adatto per questo investimento». Senza contare che l’aggiunta di una linea per la produzione di bibite in lattina «permetterebbe di superare il problema occupazionale che c’è allo stabilimento padovano (dove sono occupate circa 200 , contro le 400 di Ruspino, e dove di recente si è fatto ricorso ai contratti di solidarietà, ndr)», come spiega il responsabile delle relazioni industriali del gruppo Nestlé, Gianluigi Toia. Che precisa che comunque nel sito bergamasco, da qui a due anni, è previsto «un investimento per una nuova linea per la produzione di bottiglie in vetro di acqua Sanpellegrino, il nostro core business». Va detto che «negli ultimi due anni a Ruspino abbiamo assunto 58 a tempo indeterminato e, riguardo all’aspetto occupazionale, saremo coerenti con lo sviluppo dei volumi».

Le perplessità dei sindacati
I sindacati, però, esprimono perplessità sul «dirottamento» ’investimento a Padova. Secondo Francesca Seghezzi della Flai-Cgil «i lavoratori si sentono traditi e chiedono garanzie sul futuro occupazionale». Anche perché, spiega la sindacalista, «una nuova linea per la produzione di acqua richiede meno addetti rispetto ad una per la produzione di bibite in lattina». È comunque «positivo» il fatto che «l’azienda sia aperta al confronto». Dal canto suo il segretario della Fai-Cisl Mazzola puntualizza: «L’azienda ha chiesto ai lavoratori di Ruspino, che già lavorano 6 giorni su 7, di lavorare anche alcune domeniche di maggio, giugno e luglio per far fronte ai picchi produttivi. E ora si sentono rispondere da Sanpellegrino che l’investimento annunciato verrà fatto allo stabilimento di San Giorgio in Bosco (per questo sono già state fatte 4 ore di sciopero, ndr)». Inoltre un altro timore dei sindacati è che «la produzione di bibite in lattina venga gradualmente spostata nel sito padovano», continua Mazzola. Su questo punto l’azienda assicura che la produzione di lattine a Ruspino continuerà. Piermario Perico, segretario della Uila-Uil, si riserva di fare dichiarazioni «dopo l’incontro in Confindustria previsto mercoledì».

Francesca Belotti – L’Eco di Bergamo