San Pellegrino Terme – Dopo tre anni dall’inizio dei lavori nel febbraio 2007, questo fine settimana, la parrocchia di San inaugura l’oratorio rinnovato. Da sette le aule sono diventate dieci, con altri due saloni (uno per le conferenze, da 70 posti, al piano terra, e uno per giochi e cene, al primo piano, da 350 metri quadrati), con una chiesina, lo studio e l’appartamento del curato, due campi da gioco per calcetto, basket e volley ampliati, il bar, la segreteria, le cantine, i depositi. I piani da due sono diventati quattro.

Tre anni di lavoro, rallentati per difficoltà e imprevisti nella costruzione. Le iniziative per l’inaugurazione, organizzate con il patrocinio del Comune, prendono il via stasera, dalle 21, con la fiaccolata che partirà dalla chiesa dedicata alla e toccherà la chiesa di San Nicola (che in questi tre anni, in attesa della fine dei lavori, ha ospitato temporaneamente l’oratorio), quindi il centro cittadino e la parrocchiale. Domani, alle 16, si terrà il taglio del nastro del nuovo oratorio dedicato a San Giovanni Bosco, con la partecipazione del vescovo di Bergamo Francesco Beschi che, alle 17 celebrerà la Messa sul piazzale dell’oratorio. A seguire rinfresco e visita ai nuovi locali. Dalle 21 ci saranno canti, balli e giochi. La festa proseguirà domenica, alle 10,30, con la Messa animata dai ragazzi e la visita ai locali dell’oratorio. Alle 14 giochi, alle 17,30 merenda seguita da giochi, balli, canti. Alle 18,30 premiazioni e preghiera finale. Ci sono voluti tre anni per rifare ex novo l’oratorio (costato circa due milioni e mezzo di euro), un immenso lavoro che ha impegnato anche 70 volontari.

«Diverse le ditte incaricate – spiegano dalla parrocchia – ma parte degli interventi sono stati portati avanti grazie ai volontari: ognuno ha offerto le proprie competenze e sacrificato il proprio tempo per contribuire al nuovo oratorio, opera per la quale, San Pellegrino aveva fatto un voto alla Madonna». Era il 1944 e San Pellegrino, sede di comandi militari e ministeri della Repubblica sociale, era minacciata da incursioni aeree nemiche. Fu in quei frangenti che la comunità si riunì in preghiera nel santuario dedicato alla Madonna di Caravaggio. Il parroco, per ringraziare dello scampato pericolo promise che, oltre alla preghiera ogni mese di maggio al santuario, «si sarebbe proceduto alla sollecita costruzione di un oratorio». Ma da allora l’oratorio ebbe solo manutenzione ordinarie. Ora, con questo ampliamento, si è anche rispettato quel voto.

«Noi giovani in particolare aspettavamo questo momento – scrive un adolescente di San Pellegrino – e adesso siamo felici di vedere ultimato quello che diventerà il nostro punto di riferimento: desideriamo infatti che l’oratorio diventi luogo di ritrovo dove divertirsi in compagnia, fare delle belle esperienze e sentirsi a casa. Ultimamente quante serate avremmo desiderato avere una stanza per trovarci con gli amici a vedere un film, far festa oppure semplicemente chiacchierare, quanti pomeriggi avremmo voluto trascorrere organizzando tornei di calcio o pallavolo; ora forse potremo realizzare tutto ciò. L’oratorio, come luogo di aggregazione, è importantissimo per noi ragazzi perché rappresenta un’alternativa alla televisione o alla play station nei pomeriggi noiosi, un’alternativa al bar nei sabato sera invernali».

«Occasioni per stare in compagnia ce ne saranno tantissime – continua –. Spero che impareremo a vivere questo nuovo oratorio nel modo giusto e che in futuro sarà sempre più frequentato di giovani: se così sarà vorrà dire che saremo stati capaci di stimolare le nuove generazioni e a far sentire loro l’oratorio come la loro seconda casa».

L’Eco di Bergamo

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