Se ne parla da anni, ma forse adesso è arrivato veramente il momento. L’Alstom ha annunciato alle Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) che sposterà lo stabilimento ex Fir da San Pellegrino Terme, dove si trova da sessant’anni, di circa 45 chilometri, a Roncello, in provincia di Monza e Brianza, oltre l’Adda e dopo Trezzo. A luglio è previsto l’avvio della sistemazione della nuova struttura, dalla superficie di circa 700 metri quadrati, tra area operativa e uffici, che dovrebbe essere pronta per gennaio. Quindi i primi tre mesi del 2012 dovrebbe essere utilizzati per il trasloco, con l’avvio dell’attività a Roncello nella nuova sede ad aprile.

Di uno spostamento da San dell’azienda elettromeccanica si è iniziato a parlare già negli anni Ottanta, quando l’azienda faceva capo alla Marconi (controllata dall’inglese Gec) e contava ancora quasi 270 dipendenti. Da allora c’è stato un progressivo dimagrimento dell’organico, fino agli attuali 44 dipendenti, con svuotamento dell’attività manifatturiera, ora svolta da poche persone, ed anche una serie di passaggi di proprietà. L’azienda è passata nel 1998 alla joint venture anglo-francese Gec-Alsthom, quindi Alstom, per essere ceduta al gruppo francese dell’energia nucleare Areva nel 2003 e tornare quindi l’anno scorso ad Alstom all’interno della spartizione con Schneider Electric del polo trasmissione e distribuzione ceduto da Areva.

A fine 2005 era stato annunciato un trasferimento per l’estate successiva in una sede da inviduare in un triangolo compreso tra , Orio al Serio e (dove a inizio anni Duemila l’azienda ha avuto una «succursale» affittando l’immobile ex Ismes di viale Giulio Cesare). Tre anni dopo era stato annunciato l’avvio di lavori per una nuova sede a Trezzo d’Adda, per un trasferimento da completare nel 2010, progetto poi bloccato anche per l’avvio della vendita della divisione da parte di Areva.

L’accordo sindacale a livello europeo siglato nello scorso luglio da Areva e Alstom prevedeva peraltro, oltre al blocco di ogni licenziamento fino al 2013, anche il mantenimento di tutti gli impianti. San Pellegrino però rappresenta un caso a parte, sia perché il trasferimento era già previsto in precedenza, sia perchè, a seguito della vendita dello stabile formalizzata l’anno scorso, attualmente l’azienda è in proroga concordata con la nuova proprietà di un contratto d’affitto già scaduto. «Adesso dovremo aprire un tavolo di confronto con l’azienda – dice Damiano Bettoni della Uilm-Uil -. L’accordo europeo prevede che non si possano fare spostamenti oltre i 10 chilometri o un’ora di percorso. E da San Pellegrino a Roncello non si arriva in un’ora nei momenti di punta. L’operazione di trasferimento comporta comunque disagi per i lavoratori. È vero che i residenti in valle impegnati in azienda sono molto scesi di numero e ci sono anche persone che con questo trasferimento si avvicinano a casa, ma bisogna pensare alla situazione di tutti».

Tre divisioni nel gruppo
Alstom, che ha registrato un giro d’affari nell’ultimo esercizio di 20,9 miliardi di euro con 93.500 dipendenti, opera in Italia con tutte e tre le sue divisioni: le due principali sono la «power» e la «transport» (dove attualmente sono in corso agitazioni per un piano di riorganizzazione che coinvolge 4.000 persone in Europa e 280 in Italia), oltre alla «grid», alla quale fa capo lo stabilimento di San Pellegrino, impegnato nel settore della protezioni per reti in alta e media tensione e sistemi digitali di automazione protezione e controllo per impianti di generazione, trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica. A Roncello dovrebbe essere anche accorpata l’attività della ex Passoni e Villa di , che era stata acquistata da Areva quattro anni fa per ampliare l’offerta e rafforzare la posizione del polo trasmissione e distribuzione di elettricità.

Stefano Ravaschio – L’Eco di Bergamo

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