San Pellegrino Terme – «I cittadini di San hanno dimostrato di voler bene a chi amministra il paese. Noi vogliamo onorare il consenso che ci danno, e lo faremo fino all’ultimo, costi quello che costi». È la conclusione del discorso di Vittorio , sindaco di San , in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, a cui i gruppi di minoranza «Uniti per cambiare» e «Vivi San » non hanno voluto partecipare poiché, secondo loro, illegittimo e illegale. Ecco la storia: il 10 luglio i consiglieri di minoranza Raffaella Sonzogni ed Hector Pavesi chiedono che venga convocato un Consiglio straordinario per poter discutere dell’accordo di programma per il rilancio turistico-termale. Il 27 luglio l’amministrazione comunale convoca il Consiglio per il 10 agosto. Scattano le polemiche da parte delle minoranze e una denuncia ai danni del sindaco per abuso d’ufficio. Finché si arriva alla seduta di venerdì sera, a cui l’opposizione non prende parte.

In un comunicato stampa le motivazioni: «Non è accettabile e giuridicamente corretto – spiegano – che il Consiglio comunale straordinario venga convocato con data fuori tempo massimo. Inoltre appare illegittimo anche per la violazione dello Statuto comunale, perché convocato senza la preventiva riunione dei capigruppo». «Non è stato violato alcunché – ha replicato il sindaco – poiché il Consiglio è stato convocato nei venti giorni previsti dalla legge, ovvero il 27 luglio, 17 giorni dopo la richiesta. In secondo luogo, un parere del segretario ha stabilito che gli argomenti indicati nell’ordine del giorno proposto dai consiglieri di minoranza non sono di competenza del Consiglio. Quindi non giustificano una convocazione. Possono invece essere trattati come interrogazioni o interpellanze».

L’Eco di