ponte-ex-ferrovia-san_pe.jpgLa spunta San Pellegrino Il ponte resta aperto
Guerra sul viadotto pedonale: il Comune contro il Demanio Gli operai si presentano, ma rinunciano a bloccare il passaggio.

SAN PELLEGRINO - «Guerra» del ponte pedonale tra Comune di San Pellegrino e Demanio dello Stato: la prima battaglia è stata vinta dal Comune che, ieri mattina, è riuscito a impedire la chiusura dell’ex viadotto ferroviario sul Brembo. Chiusura decisa proprio dal Demanio dopo che l’Amministrazione comunale di San Pellegrino aveva, invece, sollecitato un intervento di messa in sicurezza del ponte stesso. Ieri mattina, verso le 9.45, tre operai di una ditta di Monza, inviati dal Demanio, si sono presentati all’inizio dell’ex ponte ferroviario, sul lato del quartiere di Pregalleno.  

Gli operai erano stati incaricati di chiudere il transito pedonale del viadotto posizionando una rete da entrambi gli ingressi. Ma all’imbocco del ponte hanno trovato il sindaco Gianluigi Scanzi, l’assessore all’Ambiente e all’Ecologia Luigi Cavagna e l’assessore al Turismo Fabio Sonzogni. Con loro anche alcuni residenti di Pregalleno e Ruspino, quartieri collegati dall’ex ponte ferroviario.

L’incontro tra gli amministratori e i tre operai inviati dal Demanio è durato non più di tre minuti: preso atto che i lavori non si potevano eseguire per l’opposizione del gruppo di persone, hanno scattato qualche foto e sono risaliti sul camioncino della ditta. Si è concluso così, con un punto a favore dell’Amministrazione comunale di San Pellegrino, il primo atto dello scontro col Demanio sull’annunciata chiusura dell’ex viadotto ferroviario: per ora il ponte resta aperto ai pedoni. «Non abbiamo alcuna intenzione di chiudere un passaggio che rappresenta un collegamento importante per due quartieri – ha detto il sindaco Scanzi –. Abbiamo però verificato che il ponte andrebbe messo in sicurezza: le barriere sono troppo basse e il piano di calpestio è bucato in alcuni punti. Per il resto regge benissimo. Si tratterebbe solo di intervenire alzando le barriere di protezione e coprendo i binari laddove sono rovinati. Ma il viadotto è sicuramente ancora solido».

Dopo un sopralluogo, il Comune, circa due mesi fa, aveva richiesto la messa in sicurezza del ponte. «Il Demanio ci aveva però risposto che avremmo dovuto pensarci noi e quindi, se volevamo ancora usarlo, avremmo dovuto pagare un canone annuo di 300 euro – continua Scanzi –. Siamo d’accordo sull’affitto ma il ponte andrebbe messo in sicurezza dai proprietari, ovvero dallo Stato». Ma lo Stato pare non ne voglia sapere di intervenire con dei lavori e così ha deciso per la chiusura. Nei giorni scorsi, intanto, il Demanio aveva incaricato una ditta per sistemare un muro franato lungo la pista ciclabile della Valle Brembana (realizzata sul percorso dell’ex ferrovia del Demanio), ancora in territorio di San Pellegrino Terme. E già che gli operai erano nella cittadina termale avrebbero dovuto bloccare, con una rete, il passaggio dell’ex viadotto ferroviario. Ma proprio sul ponte hanno trovato l’opposizione di amministratori e cittadini. Il muro lungo la pista ciclabile (nella zona tra la piscina e l’area mercato) verrà sistemato nel giro di una settimana, e l’ex ponte ferroviario, per ora, resterà aperto. Intanto la «guerra» per il ponte pedonale si sposterà da San Pellegrino alla prefettura, a Bergamo: lunedì, alle 10, è previsto un incontro tra amministratori comunali e rappresentanti del Demanio.

Giovanni Ghisalberti - L’Eco di Bergamo - 11-08-2007

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