ponte-ex-ferrovia-san_pe.jpgScoppia la guerra del ponte pedonale
Il Demanio vuole chiuderlo oggi. Il Comune: va sistemato, impediremo lo stop

Da una parte lo Stato che vorrebbe chiuderlo al passaggio dei pedoni; dall’altra il Comune che, invece, chiede allo Stato di metterlo in sicurezza e mantenerlo aperto. Al centro dello scontro l’ex ponte ferroviario che, a San Pellegrino collega, passando sul Brembo, i quartieri di Pregalleno e Ruspino.
Un viadotto in ferro, in pratica abbandonato da decenni – da quando si spense anche il trenino della valle – ma che da anni rappresenta anche un collegamento importante per centinaia di persone. Gli autobus di linea che salgono verso l’alta valle Brembana, per esempio, hanno la fermata solo a Pregalleno, mentre quelli diretti a Bergamo, solo a Ruspino: quindi, chi abita nel quartiere sulla sponda opposta alla fermata, per raggiungere la propria abitazione, utilizza regolarmente l’ex ponte ferroviario. In caso contrario dovrebbe percorrere circa un chilometro di strada, utilizzando il ponte Donizetti, posto più a monte. Come, peraltro, utilizza regolarmente il passaggio pedonale sul Brembo, chi da Pregalleno deve raggiungere lo stabilimento della Sanpellegrino. «Il ponte è regolarmente utilizzato, a piedi o in bici da tante persone – spiega il sindaco di San Pellegrino Terme  Gianluigi Scanzi – ma negli ultimi tempi le condizioni sono diventate pessime. Ormai non sussistono più le condizioni di sicurezza: le barriere sono troppo basse e il piano di calpestìo presenta dei buchi. Per questo, alcuni mesi fa, abbiamo chiesto al Demanio, proprietario della struttura in ferro, di sistemarlo. Ci è stato risposto che loro non si assumevano il compito di metterlo in sicurezza. Anzi avremmo dovuto sistemarlo noi e, in più, pagare un canone per l’utilizzo».

Così, visto il rifiuto da parte dell’Amministrazione comunale a mettere in sicurezza il viadotto, il Demanio avrebbe deciso di farlo chiudere. E stamattina un’impresa sarebbe stata incaricata di posizionare una rete per impedire il transito. «Lo abbiamo saputo dagli operai dell’impresa saliti a San Pellegrino per sistemare un muretto caduto lungo l’ex ferrovia, sempre di proprietà del Demanio – continua il sindaco Scanzi –. Domani mattina (oggi per chi legge, ndr) saranno al ponte per sistemare la rete. Ma abbiamo deciso di opporci».

Così, questa mattina, verso le 9, il sindaco, l’assessore all’Ambiente Luigi Cavagna e alcuni residenti dei due quartieri saranno all’ex ponte ferroviario per impedire la posa della rete.
«Il collegamento è importante per troppe persone – continua il sindaco – e non va chiuso, piuttosto va sistemato». «La vicenda ha dell’assurdo – prosegue il primo cittadino – perché la struttura doveva essere demolita per far posto al ponte di ingresso a San Pellegrino della nuova variante, allo svincolo Sud; ponte che avrebbe avuto i marciapiedi per il collegamento pedonale tra i due quartieri. Così, infatti, prevedeva il progetto iniziale dell’Anas; ma la Soprintendenza vietò la demolizione perché la struttura aveva più di mezzo secolo».

Le gallerie, nel dicembre 2003, aprirono ugualmente e come strada di ingresso a San Pellegrino si decise di usare, provvisoriamente, la strada comunale di via Pregalleno, in attesa della costruzione del nuovo ponte. Più tardi l’Anas, a corto di soldi, comunicò che il ponte non si sarebbe più fatto. Così, oltre al danno, oggi si aggiunge la beffa: nessun nuovo ponte carrozzabile e il rischio che venga tolto pure il collegamento pedonale.

Giovanni Ghisalberti - L’Eco di Bergamo del 10 agosto 2007