San Pellegrino Terme – «Di fatto il divieto penale ad aprire è stato tacitamente abrogato dallo stesso legislatore che, negli ultimi anni, ha promosso varie forme di gioco d’azzardo. Nulla vieta, quindi, che si autorizzi la riapertura di nuovi casinò oltre ai quattro già in funzione». Questa la sostanza delle motivazioni, contenute in 24 pagine, che il Comune di San invierà oggi al ministro ’Interno Annamaria Cancellieri, per sostenere ancora una volta la riapertura della propria casa da gioco, chiusa dal 1917. Già una decina d’anni fa – ma allora tramite l’Associazione nazionale incremento turistico (che riunisce le città già sedi di casinò) – il Comune inviò simile istanza supportata da uno studio legale. Non si ottenne nulla, ma oggi i tempi sembrano essere cambiati. Tante, nei tempi anche recenti, le richieste personali del sindaco Vittorio ai vari ministri che, in ultima analisi, però, rimandavano il problema al legislatore. Ora il Comune è pronto ad andare fino in fondo, ricorrendo, in caso l’istanza fosse respinta, al Tar e al Consiglio di Stato.


Per farlo si è affidato all’avvocato Filippo Maria Grigis di Brescia, con famiglia originaria di , che ha prestato gratuitamente la sua opera. «I quattro casinò oggi aperti in Italia (Campione, Venezia, Sanremo e Saint Vincent, ndr) – spiega Grigis – sono tali in virtù di una legge che ha autorizzato il governo a derogare al divieto stabilito dal codice penale del 1930 (vennero aperti per sostenere il turismo di quelle località, allora in crisi, ndr). Finora le richieste di riapertura di altri casinò sono state sempre rigettate dal governo perché alla base mancava una legge autorizzativa. Ma ora il quadro è cambiato: di fatto è lo stesso legislatore che ha abrogato tacitamente il divieto, promuovendo, lui stesso, varie forme di gioco d’azzardo». In pratica, come confermato dalla Cassazione, non c’è più bisogno di una legge per togliere un divieto nella realtà non più esistente per volontà del legislatore. Basti pensare ai casinò online o alle case da gioco autorizzate e aperte in edifici reali (ma sempre con gioco sul web).

Che differenza c’è allora tra casinò online e case da gioco tradizionali? Poca.
Anzi, sostiene, l’avvocato Grigis, le case da gioco in ambiente reale, rispetto a quelle online, consentono certamente «un maggiore controllo, più rispetto dei principi di tutela dei consumatori, dell’ordine pubblico e di tutela dei minori».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di