San Pellegrino Terme – L’istituto di San scoppia di studenti. E, per la prima volta nella sua storia di mezzo secolo (aperto nel 1962, festeggerà l’anno prossimo i 50 anni), ha superato i mille iscritti. Quest’anno scolastico, infatti, i ragazzi sono 1.017, un numero che avrebbe potuto essere ancora maggiore viste le richieste a cui si è dovuto dire di no. A partire dagli studenti fuori provincia, da alcuni anni in continuo aumento. Tradizionalmente nella scuola arrivavano iscrizioni anche da , Pavia, Cremona, Lodi e Brescia, nonostante i ragazzi abbiano a disposizione istituti molto più vicino a casa. Anche perché, da sempre, la scuola rappresenta un fiore all’occhiello tra gli istituti alberghieri italiani, più volte premiata in concorsi nazionali e internazionali, chiamata per servizi in banchetti e convegni. Quindi ambìta da tanti, per la qualità della didattica e un nome che poi dà maggiori possibilità sul mercato del lavoro.

Quest’anno, invece, nonostante le richieste ci siano state, si è dovuto dire di no a decine di studenti fuori provincia (a esclusione di pochi ragazzi di Lecco). «La scuola scoppia di iscrizioni – spiega il neodirigente scolastico Leonardo Russo –. Se avessimo accettato le richieste provenienti anche da fuori avremmo toccato quota 1.100 iscritti. Sono in aumento, tra l’altro, anche gli extracomunitari, fino a due anni fa da noi praticamente assenti. Ancora in questi giorni c’è qualcuno che chiama in istituto per potersi iscrivere. Ma di più non possiamo proprio fare». E, naturalmente, gli spazi per le lezioni diventano sempre più insufficienti, nonostante da due anni la Provincia abbia ricavato un ulteriore piano. Le classi sono complessivamente 40 che ruotano continuamente in 28 aule e laboratori. La sala ristorante viene divisa in due per ospitare altre classi e alcune lezioni vengono fatte in tre locali del vicino centro civico comunale. Ma anche le camere dei convitti (negli Italia e Centrale) sono ormai insufficienti per soddisfare tutte le richieste: i ragazzi ospitati sono 82, una quarantina i semiconvittori (che pranzano e studiano, ma non dormono in convitto). E poi ci sono decine di ragazzi che alloggiano in appartamenti del paese.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo