L’allarme in mattinata. Minacciata anche la ciclovia. Provinciale e pista chiuse 4 ore per la messa in sicurezza. SAN GIOVANNI BIANCO - Ancora frane in Bergamasca per il maltempo dei giorni scorsi. Non certo delle proporzioni di quella di Fonteno, duemila metri cubi di fango, pietre e detriti che sabato pomeriggio si sono staccati dalla montagna, minacciando l’abitato, ma comunque tale da mettere in allarme. Ieri mattina, infatti, a San Giovanni Bianco alcune rocce si sono staccate, scavalcando prima la pista ciclabile della Valle Brembana (della quale hanno danneggiato la ringhiera), e finendo poi sulla strada che collega San Giovanni a Camerata Cornello. L’ora (erano circa le 7,30) ha evitato il peggio, dato che né automobili né ciclisti erano in transito, nonostante la bella giornata.

Il materiale non è stato quantificato, anche se si tratta di un grosso masso caduto da solo e di altri staccati poi dagli operai intervenuti. Gli accessi sono stati chiusi per circa quattro ore, il tempo necessario per rimuovere i massi e mettere in sicurezza il versante pericolante.

L’ALLARME
L’allarme è scattato verso le 7,30, quando una pattuglia dei carabinieri di San Giovanni Bianco ha notato un grande masso sul tratto dell’ex statale utilizzato da chi è diretto a Camerata Cornello. Si tratta di un tratto di strada lontano dall’abitato, mentre il resto del tracciato per l’alta valle è ora in galleria. Il masso è precipitato proprio poco dopo l’imbocco del tunnel Serrati. Immediata è scattata la segnalazione alla Provincia, che è intervenuta con i suoi tecnici per un sopralluogo della zona e la rimozione del masso. I controlli (che hanno reso necessaria la chiusura della strada) hanno rilevato che sul versante erano presenti rocce pericolanti, a causa delle abbondanti piogge dei giorni scorsi, che hanno provocato distacchi anche in altre zone della provincia. Le rocce non solo minacciavano la strada, ma anche la pista ciclabile realizzata sull’ex sedime della ferrovia e che in quel tratto corre proprio sopra l’ex statale. Il masso caduto ieri mattina, infatti, prima di finire sulla strada, ha praticamente scavalcato la pista ciclabile, dove fortunatamente non stava passando nessuno.

L’INTERVENTO
I cantonieri della Provincia hanno lavorato per due ore per sgombrare il sedime e mettere in sicurezza la zona, coadiuvati dal personale del Corpo forestale dello Stato. L’intervento è consistito nel rimuovere i massi pericolanti dal versante, che sono stati fatti cadere sulla pista ciclabile (precedentemente chiusa) e poi spostati con dei mezzi meccanici. Alle 11,30, dopo le ulteriori verifiche, i tecnici hanno autorizzato la riapertura sia della strada sia della via ciclopedonale. Nessun incidente per ciclisti e automobilisti, solo qualche disagio, visto che sono stati deviati sulla provinciale in galleria. Già dopo mezzogiorno, però, gli appassionati delle due ruote sono potuti tornare sulla ciclovia della Valle Brembana.

TRATTO SICURO
Senza pericoli, assicura il neosindaco Gerardo Pozzi (è stato eletto nella tornata di una settimana fa, ma in precedenza era vicesindaco): Si è trattato del crollo di poca roba, causato dalle piogge dei giorni scorsi. Il versante da cui si sono staccati i massi è boscoso, quindi reso più friabile dal maltempo. Non è stata necessaria un’ordinanza di chiusura della ciclabile e della strada, perché l’emergenza è stata gestita direttamente dalla Provincia
che ha dichiarato la fine del pericolo.

Elisa Galizzi - L’Eco di Bergamo