San Giovanni Bianco – Visita della Regione per l’ospedale di . Carlo Saffioti, vicepresidente del Consiglio regionale, e Matteo Oriani, vicepresidente della Commissione risorse economiche, ieri hanno incontrato il direttore sanitario ’ospedale Fabrizio Fabretti. Scopo del confronto, verificare la situazione ’ospedale dopo le segnalazioni di carenze e preoccupazioni circa il servizio apparse sulla stampa. Sono state così focalizzate le diverse problematiche, in prima battuta il personale medico e in particolare i primari. Nel caso dei cardiologi, in forza ’assunzione di nove primari da localizzare nei presidi ’Azienda ospedaliera di tra i quali c’è anche San Giovanni Bianco, è stata decisa l’istituzione di una unità semplice con presenze programmate di uno specialista.

Da precisare che le urgenze sono dirottate in tempi rapidi ai Riuniti e all’Humanitas Gavazzeni di . Medesimo discorso per la Radiologia con servizio espletato pure via telematica. È stato puntato il dito sulla Neuropsichiatria infantile: la situazione è migliorata con un aumento del monte ore del servizio e l’assunzione di un neuropsichiatra, si auspica però l’affiancamento all’équipe di uno psicologo. Resta problematico per carenze di risorse il discorso della Terapia sub intensiva. Al momento è impossibile, per difficoltà di reperimento di specialisti, la soluzione del problema della Guardia medica traumatologica. Si è invece prossimi al potenziamento del servizio del Pronto soccorso che trova un efficace supporto nel servizio 118.

Quanto ai dati dell’attività, il calo del numero di degenze, secondo la direzione sanitaria, dipende pure dal diverso approccio alla tipologia terapeutica: si va verso il day hospital quando è possibile ed ecco spiegate le minori degenze. Quanto al trasferimento dei pazienti, dati 2011 con riferimento alle tipologie di intervento: 211 pazienti trasferiti a Treviglio, 226 ai Riuniti, 64 in altri ospedali. Sulle risorse invece resta aperto il problema del taglio governativo generalizzato delle spese. Positivo il commento di Saffioti. «Certamente sussistono criticità – ha affermato – che comunque non pregiudicano una soddisfacente funzionalità operativa dell’ospedale, alcune delle quali potrebbero trovare soluzione nella riorganizzazione allo studio della spedalità generale in un’unica azienda provinciale».

L’Eco di Bergamo