San Giovanni Bianco – Primo punto: il palasport di non è in buone condizioni di «salute». Ex gestori e atleti denunciano da tempo infiltrazioni d’acqua dal tetto e, comunque, una struttura ormai bisognosa di interventi di una certa consistenza. Secondo punto: il nuovo gestore, stante le difficoltà economiche del Comune, dovrà quasi certamente accollarsi oltre che il canone d’affitto almeno parte degli interventi necessari per far funzionare al il palasport. Questa, almeno, l’intenzione del commissario prefettizio Adriano Coretti pronto a pubblicare un nuovo bando per la gestione del di via .

Dal 1° luglio, infatti, il palasport di San Giovanni Bianco, aperto da una quindicina d’anni, è senza gestore: bar e palestra, quindi, sono chiusi. «Il Comune – spiega Coretti – aveva intimato ai gestori il pagamento dei canoni d’affitto arretrati entro il 30 giugno scorso. Un ultimatum non rispettato: quindi i gestori hanno dovuto lasciare e, in questi giorni, stanno liberando la struttura degli oggetti di loro proprietà. A questo punto dobbiamo lavorare per trovare un gestore che possa garantire un servizio adeguato alla comunità».

Negli ultimi mesi di gestione, infatti, da scuole e associazioni sportive erano giunte lamentele sulle condizioni del palasport. «Comprendiamo le difficoltà dei precedenti gestori – continua Coretti – ma ora bisogna trovare il modo per riaprire la struttura entro settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico e la ripresa delle attività sportive delle associazioni. È impensabile che il palasport possa essere abbandonato». E innanzitutto occorreranno alcuni interventi di sistemazione (oltre alle infiltrazioni d’acqua, a quanto pare, uno scarso isolamento che, a detta dei precedenti gestori, faceva lievitare le spese di riscaldamento). «La struttura ha alcuni problemi – continua Coretti – e quindi bisognerà valutare i tipi di interventi più idonei da fare. Anche il bando dovrà tenere conto di ciò: vista la difficile situazione di cassa del Comune il vincitore del bando dovrà certamente farsi carico, quanto meno in parte, degli eventuali lavori da eseguire sul palazzetto».

Ma anche il canone d’affitto, ritenuto eccessivamente oneroso (considerate le attuali condizioni del palasport) dai precedenti gestori, molto probabilmente dovrà essere rivisto. «Anche questo sarà attentamente valutato – continua Coretti – affinché il gestore possa avere un introito economico adeguato. In questo momento, comunque, una gestione diretta del palasport da parte del Comune è improponibile. E in caso di asta deserta cercheremo di avviare una trattativa privata. Per le scuole, comunque, la fruibilità sarà quasi certamente garantita, visto che usano il palasport solo di giorno e senza l’acqua calda delle docce. L’urgenza di aprire, invece, si presenta soprattutto per le associazioni sportive».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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