San Giovanni Bianco – Il previsto eliporto per l’ospedale di , molto probabilmente, sorgerà al posto del campetto di allenamento in località Briolo. Soluzione che taglierebbe le gambe all’associazione calcistica locale, già alle prese con un campo di calcio principale in pessime condizioni. Ma è la stessa associazione a fare una proposta: «Mettiamo l’erba sintetica nel campo da calcio principale – dice il presidente Luca Monaci –. Metà dei soldi necessari per l’intervento ce li mettiamo noi. Chiediamo a Comune e (appaltatrice dell’eliporto, ndr) un incontro per trovare insieme una soluzione».

Raccolta firme
L’associazione calcistica ha quindi scritto al Comune e alla Comunità montana sostenendo le proprie ragioni.
«L’associazione calcio San Giovanni Bianco è presente in paese dal 1974 e per tutti questi anni è stata e continua a rappresentare un servizio importante per centinaia di bambini, ragazzi e giovani – scrive il presidente Monaci – dando loro una grossa opportunità di praticare uno sport. Riteniamo che i nostri ragazzi siano una tra le priorità. Abbiamo attraversato anni di sacrifici, di gioie e delusioni, che hanno permesso alle diverse generazioni di mantenere questo impegno verso coloro che saranno il nostro futuro. Grazie a una raccolta firme riuscimmo ad avere il campetto d’allenamento, essenziale per risparmiare il campo principale. Questo perché il campo dell’oratorio non era più disponibile come non lo è ora, inoltre era molto scomodo e pericoloso da raggiungere per i bambini. Da qui poi, dieci anni di buio. Gli altri comuni hanno fatto passi da gigante per le loro associazioni, noi siamo ricaduti nel dimenticatoio».

«Campo stremato»
«Ora il campo principale è “stremato” vista la mancanza totale per anni di un’importante intervento di manutenzione, fatta per il minimo indispensabile dalla nostra associazione a totale suo carico. Siamo stati per lo più zitti cercando di capire, senza risultati, la difficile situazione delle casse comunali. Nella speranza di vedere qualche spiraglio, e invece è arrivata la mazzata finale». «Ora si vuole vendere il campetto per permettere la costruzione di un eliporto. Comune e Comunità montana sono d’accordo, noi neppure presi in considerazione – prosegue Monaci –. Non possiamo farci scappare 900 mila euro dicono giustamente, ma che i giovani del paese non siano una priorità non ci va giù».

«Troviamo un accordo»
«La soluzione c’è – prosegue Monaci –. Un campo sintetico che oltre a risolvere ogni nostro problema darebbe visibilità al paese visto lo splendido posto in cui è ubicato il , elogiato sia dalla scuola calcio Atalanta sia da altre società venute con l’intenzione di fare un ritiro estivo ma poi scappate viste le condizioni dell’impianto». «Noi ci crediamo vivamente in questa soluzione a tal punto che saremmo disposti ad accollarci la metà della spesa totale con un eventuale finanziamento agevolato. Ci sembra un gran gesto di responsabilità da parte nostra nei confronti del nostro paese. Vogliamo, quindi, dire la nostra nella trattativa e non essere sempre avvisati a giochi fatti».

Aiuto alla Comunità montana
«Chiediamo a Comune e Comunità montana un incontro a tre per cercare un eventuale soluzione che ci dia uno spiraglio di fiducia e permetta alla nostra associazione di continuare nel suo impegno di volontariato anche per noi oneroso e sostenuto dalla sola passione». «Il rischio altrimenti – conclude il Monaci – sarà quello di lasciare andare tutto a erbacce e spini. I nostri giovani giocheranno a Fifa World con la Play station. In tempo e denaro avremmo tutto da guadagnarci, però forse avremmo la coscienza sporca. Facciamo appello a chiunque possa darci consigli di farsi avanti».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo