San Giovanni Bianco – Conti in rosso e, probabilmente, ancora per tanti anni. Attualmente il Bianco «ha in essere, ereditati dalle precedenti amministrazioni, 111 mutui per complessivi dieci milioni e 480 mila euro, quando secondo i parametri contabili, il limite massimo di indebitamento può essere del 150% delle entrate correnti, quindi 4 milioni e 860 mila euro. Per estinguere i mutui si dovrà attendere fino al 2034. E, fino al 2024, data in cui si riuscirà a pagarne buona parte, il Comune nuoterà pesantemente nel dell’indebitamento».

Parole poco rassicuranti quelle dell’assessore al Bilancio di Pietro Salvetti nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. All’ordine del giorno la richiesta di chiarimenti sullo stato dei conti avanzata dalle minoranze. «A causa di tale indebitamento – ha continuato Salvetti – il nostro Comune spende l’80% dei trasferimenti statali, circa 820 mila euro, solo per coprire interessi e restituzione di capitale. Prevediamo che alla fine del 2012 verranno estinti, dall’ammontare dei mutui, solo 18 mila euro, e nel 2015, circa 71 mila euro. La nostra amministrazione ha ereditato dalle precedenti gestioni un disavanzo di due milioni e 329 mila euro. Avevamo il compito, affrontato fin da subito, di capire il perché si è arrivati a tale situazione».

«In particolare – ha continuato Salvetti – abbiamo cercato di conoscere l’esistenza di altri debiti fuori bilancio e di capire le cause che hanno determinato il disavanzo del 2008 e 2009». Tra i problemi sottolineati è emersa la scarsa economicità degli uffici comunali. «Abbiamo appurato la mancanza di sinergia tra gli uffici – ha detto il sindaco Marco – che ha comportato in questi anni una perdita di efficienza, con conseguenti problemi di economicità. Ciò non è dovuto alla mancanza di capacità dei dipendenti ma a una mancata organizzazione dei servizi secondo le necessità del nostro ente». «Il Comune ha già superato l’indebitamento consentito dalla legge – spiega l’assessore Salvetti – e questo limiterà notevolmente i futuri investimenti. Non possiamo fare altri mutui o prestiti con interessi. Cosa che ci impedirà, per diversi anni, l’adesione a bandi con a fondo perduto o nei quali è prevista una quota di partecipazione del Comune al progetto. E a tale difficoltà si aggiungerà la diminuzione dei trasferimenti statali».

Alberto Marzocchi – L’Eco di