, in vendita per sanare il bilancio comunale. Il comitato della frazione: vogliamo garanzie sul futuro della sede. San Giovanni Bianco – L’ex scuola elementare di San Gallo resta invenduta e continuerà a ospitare il centro civico comunale. È andata deserta, infatti, l’asta pubblica indetta dal Comune per l’11 giugno scorso per la vendita dell’edificio. Nessuna offerta è arrivata in municipio. Le ex scuole della frazione di San Giovanni Bianco potranno restare così sede del centro civico «Ca’ to» e delle associazioni.

La struttura era stata inserita lo scorso anno nel piano delle proprietà comunali alienabili dalla Giunta guidata da Gerardo Pozzi (dimessasi poi a fine aprile scorso), con l’obiettivo di sanare i debiti di bilancio. L’amministrazione comunale, poi, aveva messo regolarmente in vendita alcuni beni comunali, tra cui appartamenti, terreni, la del monte Cancervo e l’ex caserma dei . Sospendendo provvisoriamente, invece, la messa all’asta dell’ex scuola elementare di San Gallo. Asta, invece, indetta con l’arrivo del commissario prefettizio Adriano Coretti che più volte ha precisato come la messa in vendita era un atto necessario, conseguenza del precedente inserimento dell’edificio nel piano delle alienazioni comunali.

Le ex scuole erano state messe all’asta con una base di 260 mila euro. Contro la vendita si era espresso proprio il comitato di gestione del centro civico «Ca’ to», che ha sede nelle ex scuole. In una lettera inviata al commissario prefettizio aveva sottolineato l’importanza per la comunità di San Gallo dell’edificio, sede delle attività dei volontari. E contro la vendita tra gli abitanti della frazione erano state raccolte oltre 200 firme. L’asta deserta, quindi, dovrebbe aver salvato il centro civico. «Con la messa all’asta – spiega il commissario Coretti – abbiamo assolto a un obbligo di legge. Non sono arrivate offerte e quindi, per ora, le ex scuole restano invendute. Come, peraltro, restano inserite nei beni comunali alienabili. Ora dobbiamo valutare cosa fare: il Comune può decidere di indire una nuova asta a un prezzo più basso o decidere di aprire una trattativa privata. Pur ricordando, comunque, che vogliamo salvaguardare la funzione sociale di quella struttura e che la salvezza delle casse comunali non dipende certo dalla vendita di quell’edificio».

«Stiamo vivendo con profonda preoccupazione questa amara vicenda – spiega Leonardo Gervasoni, del comitato che gestisce il centro civico – e ci siamo impegnati con serietà e trasparenza nel sensibilizzare e informare le istituzioni sull’importanza di tale edificio». «Ci solleva sicuramente da questa preoccupazione – continua Gervasoni – la notizia che l’asta sia andata deserta ma per questo dobbiamo ringraziare solo la fortuna. Chiediamo, quindi, alle istituzioni pubbliche di tutelare definitivamente la funzione sociale del centro civico garantendoci la possibilità di continuare a svolgere serenamente le nostre attività».

L’Eco di