Si è tenuta a la quarta tappa del percorso itinerante di riflessione e confronto in preparazione al convegno ecclesiale sul tema del lavoro. «Valle Brembana: il lavoro possibile» era la questione al centro della tavola rotonda, a cui sono intervenuti rappresentanti del mondo giovanile, scolastico, sindacale, imprenditoriale e istituzionale. Sede dell’appuntamento è stata l’aula magna dell’istituto di studi superiore Turoldo. Una scelta non casuale, che è stata occasione per coinvolgere in modo diretto un gruppo di studenti e per guardare con attenzione e fiducia a questa fascia di popolazione che si prepara a entrare nel mondo del lavoro.

Un mondo complesso che, in Valle Brembana, ha affrontato negli ultimi anni il peso della crisi occupazionale e la mancanza di infrastrutture adeguate. Ad aprire il convegno una serie di dati, i numeri che tratteggiano il volto della valle, dove diminuisce la popolazione, cresce il numero degli anziani, diminuiscono i posti di lavoro. Allora perché restare in valle? Quali strategie attuare per far fronte alla crisi e avviare modelli di sviluppo? A parlare per primi sono stati i giovani della quarta G dell’Istituto geometri.

Con l’aiuto di alcuni docenti sono state avviate riflessioni ed esperienze sul futuro lavorativo. «Molti di noi hanno confusione in testa – ha detto Alessio Locatelli, uno studente –, sono demoralizzati dalla situazione che ci troviamo davanti, ma c’è anche il desiderio e la consapevolezza che la grande forza e la motivazione più grande per noi ragazzi è quella di poter sognare». È emerso nel convegno il bisogno che la scuola e il territorio siano sempre più legati, perché negli anni di studio i giovani acquisiscano gli strumenti per accedere al mondo del lavoro e le condizioni per poter compiere le loro scelte. «Se si vuole che questa valle abbia un futuro – ha detto Gualtiero Beolchi, preside del Turoldo –, questa valle deve continuare ad avere la scuola». Don Alessandro Beghini, vicario dell’Alta Valle Brembana, ha portato l’esperienza del lavoro comune fra e amministrazioni. «C’è la necessità di salvaguardare l’appartenenza, avendo nello stesso tempo uno sguardo lungimirante e lontano. Puntiamo su progetti piccoli, non mastodontici, perché più efficaci e capaci di coinvolgere».

L’intervento di Ferdinando Piccinini della Cisl ha evidenziato alcuni aspetti dei dati statistici, la ricerca di occupazione da parte dei giovani, la questione del lavoro femminile e il nuovo ambito dei lavoratori ultraquarantacinquenni espulsi dal mondo del lavoro. «Non restare soli, mettersi insieme», è quanto ha suggerito Alessandro Bonzi, giovane artigiano. «Non potremo mai avere grandi infrastrutture – ha aggiunto Stefano di Confindustria –, ma avremo sempre la forza delle risorse umane che un imprenditore deve valorizzare». E l’invito ai giovani di essere creativi è giunto da , presidente della . «È dai giovani che nascono idee geniali e innovative – ha detto –. Noi possiamo avere un futuro. Abbiamo un grande patrimonio che sono le persone della valle Brembana».

Monica – L’Eco di Bergamo