Sacra Spina: la devozione ci porta a Gesù
San Giovanni Bianco Articolo letto da 207 Utenti - Pubblicato il 10 Marzo 2008San Giovanni Bianco, migliaia alle celebrazioni Il vescovo: Nella reliquia veneriamo Cristo. San Giovanni Bianco - Nella Sacra Spina non veneriamo un oggetto ma una persona. Guai a fermarsi all’oggetto. Se la devozione alla reliquia è vera, deve portare a Gesù. Così il vescovo Roberto Amadei si è rivolto ieri mattina ai fedeli durante la Messa solenne celebrata nella parrocchiale di San Giovanni Bianco, a conclusione delle feste per la Sacra Spina, la reliquia della Corona di Cristo custodita nel paese della Valle Brembana dal 1495.
Monsignor Amadei, riflettendo sul miracolo di Lazzaro, ha ricordato i due atteggiamenti di Gesù emersi dal Vangelo che devono caratterizzare anche noi: la fiducia nel Padre e la compassione. Gesù ha avuto fiducia nel Signore anche quando era sulla Croce, quando tutti lo avevano abbandonato; lui non muore disperato. Gesù ci dice che c’è speranza anche nella morte e che la morte è l’inizio della comunione con Dio. E poi dobbiamo avere compassione - ha continuato il vescovo - ovvero condividere le sofferenze e i nostri limiti. Imparando a vedere povertà e bisogni dell’altro, senza chiuderci in noi stessi. Noi dobbiamo chiederci cosa possiamo fare per il prossimo perché il cambiamento inizia da noi.
Una celebrazione che ha gremito la chiesa, come affollate sono state tutte le Messe precedenti, sabato e sempre ieri. Tra i presenti il presidente della Provincia Valerio Bettoni, il prefetto Camillo Andreana, il capitano della compagnia carabinieri di Zogno Stefano Bove e il comandante della stazione locale Luigi Amenduni, il deputato Giacomo Stucchi, i consiglieri regionali Giosuè Frosio e Pietro Macconi, il consigliere provinciale Enrico Bonzi, il sindaco Oscar Mostachetti e il dirigente scolastico Franco Bonzi. E un migliaio sono stati i fedeli che, nonostante la pioggia, hanno preso parte alla processione di ieri pomeriggio, accompagnata dalla banda musicale di San Giovanni Bianco, dalle confraternite religiose di Dossena, Clusone, Bariano, Martinengo, Bonate Sopra, Urgnano, Ardesio e - dalla provincia di Sondrio - quelle di Morbegno, Traona e Buglio in Monte.
Nel corteo di preghiera, quindi, decine di crocifissi devozionali, tra cui quello alto quattro metri portato dai trentatreenni, paggetti e sacerdoti del vicariato; in alta uniforme hanno sfilato carabinieri e agenti di polizia locale mentre il servizio d’ordine è stato curato da alpini e volontari. A conclusione, in chiesa, ancora le parole del vescovo: Questa stupenda festa e la reliquia ci devono ricordare l’amore gratuito e fedele di Cristo altrimenti tutto sarà inutile, ha detto monsignor Amadei.
Migliaia le persone che hanno partecipato anche ai festeggiamenti della vigilia, alle celebrazioni del pomeriggio e della sera, al concerto della banda e al tradizione spettacolo di fuochi d’artificio. Una partecipazione forse un po’ minore degli anni scorsi secondo le stime delle forze dell’ordine, probabilmente per le cattive condizioni meteo, comunque quantificabile, tra sabato e domenica, in poco meno di diecimila persone. Particolarmente apprezzati quest’anno i fuochi d’artificio, affidati alla ditta Bruscella di Modugno (Bari), leader nel settore, uno spettacolo realizzato anche con l’ausilio dei computer. Poco più di venti minuti di fuochi con un finale assordante e un applauso generale partito prima dei tre classici botti conclusivi. Suggestiva, infine, come sempre, l’illuminazione del paese, con migliaia di lumini sui ponti, nei prati e sulle strade, curata dai volontari del Gruppo Sacra Spina.
L’Eco di Bergamo
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