San Giovanni Bianco – «Dalla arriva un messaggio di speranza: tutto si può convertire in bene, anche quello che è uno strumento di morte e dolore come una spina. La reliquia che custodiamo è il segno di un amore che non finisce, della Grazia di Dio che fa scaturire la vita anche dalla morte». Il parroco don Luigi Manenti è appena tornato dall’ospedale di dove si è recato con la , il segno del dolore che redime portato in mezzo ai sofferenti. «È sempre un momento molto toccante – dice don Luigi – per i malati ma anche per i parenti. Per tutti, questa visita, è come una carezza dello Spirito: anche i medici e gli infermieri si fermano per baciare la reliquia».

In mattinata, invece, nella chiesa parrocchiale era stata celebrata la Messa con i malati provenienti dalle case di riposo della Valle e accompagnati dai volontari. Perché la festa che celebra la reliquia della Corona di Cristo portata a San Giovanni Bianco 516 anni fa dal soldato Vistallo Zignoni è la festa della Valle e non solo.

L’esposizione solenne
A migliaia, ogni anno, arrivano per le celebrazioni. Una festa che sa ancora coinvolgere, anche i giovani che, magari, durante l’anno sono lontani dalla chiesa. E stasera ci sarà proprio l’appuntamento dedicato a ragazzi e giovani della valle: la Via Crucis guidata dal parroco di San Gallo don Diego Rota. Partirà alle 20,30 dalla chiesina di San Rocco, proseguirà verso il Villaggio, il Lungobrembo, il ponte Vecchio, piazza Martiri di , piazza Zignoni e quindi la chiesa. Il percorso sarà illuminato da centinaia di lumini. Domani l’inizio della festa, dopo nove giorni di preghiera e preparazione. Alle 16 la Messa presieduta dal parroco don Luigi Manenti (canterà il coro «Laeti cantores» di Urgnano) con l’esposizione solenne della reliquia. La Sacra Spina, come vuole la tradizione, sarà tolta dal tempietto e posta sull’altare centrale: si presenteranno, con le chiavi, il parroco, un fabbriciere e, in rappresentanza del Comune, il commissario prefettizio Adriano Coretti. Alle 19 la Messa, col canto del coro Auriga, presieduta da monsignor Edward Nowak, arcivescovo polacco, già segretario della Congregazione per la causa dei santi e ora canonico della basilica di San Pietro in Vaticano. In serata la festa di botti e luci, preceduta, alle 20,30, dal concerto della banda musicale Ghilardi, in piazza Zignoni.

Luna park e 1.600 luci
Su ponti, prati e strade saranno posizionati 1.600 lumini, grazie ai volontari del gruppo «Sacra Spina» che dal 1972 allestiscono l’illuminazione del paese. «Quest’anno – dice Carlo Rota, tra i fondatori del gruppo insieme a Lino Milesi – ci aspettiamo un afflusso di gente ancora maggiore, sicuramente migliaia di persone, considerate le previsioni di bel tempo e il caldo. Sul prato a fianco del ponte Nuovo disegneremo, coi lumini, una grande croce». Alle 22 i fuochi d’artificio di una ditta di Bari con i falò che saranno accesi sui colli circostanti il paese, mentre bancarelle e luna park saranno come sempre meta preferita dei più giovani.

Il Crocifisso alto quattro metri
Domenica le Messe saranno celebrate alle 7, 8 e 9. Alle 10,30 il pontificale di monsignor Nowak, con il canto del coro Auriga. Alle 15 la grande processione con la reliquia (sotto il baldacchino centenario, venne realizzato nel 1911), i sacerdoti della valle, i paggetti, decine di crocifissi devozionali, stendardi, le confraternite provenienti dalla Lombardia, forze dell’ordine in alta uniforme, le di San Giovanni Bianco e .

E poi il grande Crocifisso realizzato da un blocco unico di tiglio da Matteo Mosca di Santa Croce: alto oltre quattro metri sarà portato dai trentatreenni del paese, mentre le coetanee porteranno altri segni della Passione di Cristo. Il messaggio conclusivo di monsignor Nowak sarà in chiesa. Alle 18, infine, la celebrazione di chiusura (con il canto del coro di Serina) presieduta da don Tino Galizzi, nel 60° di ordinazione sacerdotale.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

Il Programma della Sacra Spina di San Giovanni Bianco

Le immagini notturne della Sacra Spina 2010

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