S Pellegrino Terme il ponte resta aperto
San Pellegrino Terme Articolo letto da 247 Utenti - Pubblicato il 14 Agosto 2007
Il ponte conteso resta aperto
Ma il Comune pagherà l’affitto e avrà le responsabilità in caso di incidenti
SAN PELLEGRINO - L’ex ponte ferroviario che, a San Pellegrino, collega i quartieri di Ruspino e Pregalleno resterà aperto. Così hanno deciso ieri mattina, in un incontro avvenuto alla Prefettura di Bergamo, il Comune di San Pellegrino e il rappresentante del Demanio.
Si conclude così, a favore dell’Amministrazione di San Pellegrino – almeno per ora – la battaglia che si era aperta nei giorni scorsi sull’utilizzo del viadotto pedonale sul Brembo: da una parte il Demanio che avrebbe voluto chiuderlo, stante la carenza di condizioni di sicurezza (in particolare barriere di protezione troppo basse e buchi sul piano di calpestìo) e dall’altra il Comune di San Pellegrino che spingeva, invece, per tenerlo aperto, a servizio dei residenti dei due quartieri. Ma c’è un ma: da ora il Demanio, proprio per l’utilizzo del ponte, chiederà al Comune un canone annuo di affitto di 309 euro, quota che in precedenza non era mai stata versata. Inoltre, il ponte resterà aperto, ma il Comune si assumerà tutte le responsabilità in caso di incidenti. E sempre l’Amministrazione provvederà a stilare un preventivo di spesa per quantificare il costo della messa in sicurezza.
«A quel punto – spiega il sindaco di San Pellegrino Gianluigi Scanzi – valuteremo se sistemare il ponte. La cosa certa è che il Demanio non pare intenzionato a intervenire per la manutenzione, quindi, gli eventuali lavori saranno a nostro carico. Ma solo quando avremo un preventivo di spesa decideremo se vale la pena porre mano ai lavori. Ci ritroveremo di nuovo con i rappresentanti del Demanio e a qual punto si vedrà cosa fare». «La cosa importante – prosegue il sindaco Scanzi – è che, per ora, il ponte resta aperto. Per i due quartieri di Ruspino e Pregalleno il collegamento pedonale è troppo importante. Il Demanio, peraltro, ci aveva anche proposto di acquisire il ponte, per 3.000 euro, ma per noi è meglio pagare il canone: è un problema di responsabilità , perché, in caso di interventi ingenti, il Demanio potrebbe intervenire, mentre noi, probabilmente, non saremmo in grado».
Ma l’incontro con il prefetto Camillo Andreana è stato importante anche per fare il punto della situazione su tutta la viabilità della zona di Ruspino, allo svincolo Sud della variante in galleria. «Il prefetto era a conoscenza della mancata realizzazione del “ponte di ritorno” da parte dell’Anas – prosegue il sindaco – e a breve dovrebbe fissare un incontro con noi, il Demanio, la Soprintendenza e l’azienda statale della strade per cercare di trovare una soluzione». Quando, nel dicembre 2003, venne aperta la nuova variante in galleria, al completamento dell’opera mancava ancora il cosiddetto «ponte di ritorno» sul Brembo, da realizzare per i veicoli che, provenienti da Bergamo, avrebbero dovuto entrare a San Pellegrino. In attesa della costruzione venne utilizzata la strada comunale di via Pregalleno. Poi l’Anas comunicò che i soldi per fare il «ponte di ritorno» non c’erano più. E così via Pregalleno è rimasta trafficata e l’ex ponte ferroviario l’unico collegamento pedonale tra Ruspino e Pregalleno. «Al prossimo incontro tenteremo di ampliare la discussione su tutta la viabilità della zona – conclude il sindaco – cercando di vedere se ci sono fondi per il nuovo ponte. In quel caso si risolverebbe anche il problema del collegamento pedonale, visto che il nuovo ponte prevedeva la realizzazione dei marciapiedi».
Giovanni Ghisalberti - L’Eco di 14-08-2007
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