San Giovanni Bianco – Un desiderio più che legittimo, legato al ricordo dei propri cari e soprattutto all’ultima volontà espressa dal padre: ovvero essere sepolto vicino alla compagna di una vita, la propria moglie. Con questo motivazioni, ormai dall’estate scorsa, Luciana Boffelli, residente in via Castelli a , si è rivolta al Comune chiedendo di poter spostare la salma del padre Giovanni Boffelli, morto nel giugno 2009, vicino a quella della madre Maria Antonia Orlandini, scomparsa nel 1999. Entrambi sono sepolti nello stesso cimitero, nella frazione di , ma in loculi diversi: Maria Antonia, infatti, si trova al loculo 96, mentre il marito Giovanni al 116. Ma proprio un loculo vicino a quello del padre è libero e, così, Luciana chiede di poter spostare la madre vicino a Giovanni.

«Era stata una delle sue ultime volontà – spiega Antonio di San Giovanni Bianco, che ha curato le pratiche di richieste per Luciana –. Voleva essere sepolto vicino alla moglie. E il desiderio è più che legittimo, anche perché, secondo noi, consentito dal regolamento cimiteriale». Ma proprio il regolamento di polizia mortuaria è alla base del no arrivato dal sindaco Gerardo Pozzi, già a luglio 2009. Così recita: «È vietato lo spostamento di salme in loculi resisi disponibili in seguito a nuove costruzioni o estumulazioni. Sarà consentito lo spostamento nel caso in cui si liberi un posto al proprio coniuge o ascendenti e discendenti di primo grado». Visto il primo diniego la signora si è allora rivolta al difensore civico.

E quest’ultimo, scrivendo al Comune, ricorda come «il regolamento consente espressamente lo spostamento delle salme nel posto libero accanto al coniuge». «Non riusciamo a capire il motivo per cui viene negato lo spostamento – continua Milesi –. Ci siamo rivolti anche ad alcuni studi legali e, in base al regolamento, ci danno ragione». Ma, pochi giorni fa, per tramite ancora del difensore civico, il Comune ha ribadito il suo no allo spostamento «perché avverrebbe in un loculo nuovo mai utilizzato prima». Quindi non «resosi libero» come dispone, invece, il regolamento per consentire il trasferimento di una salma.

L’Eco di