Il tempo passa, i centri commerciali aumentano e i piccoli negozi chiudono. L’ultimo esempio a . Il negozio di alimentari di via Boselli aperto dalla famiglia Cortesi («Alim. Cor.» sta scritto come insegna) ha annunciato che entro la fine dell’anno chiuderà i battenti definitivamente. Abbasserà la serranda mettendo la parola fine a una storia commerciale lunga quasi 60 anni: le candeline le avrebbero spente l’estate prossima.

Calano i clienti
Il problema è il calo inesorabile di clienti. «Spiace. Siamo molto amareggiati – racconta l’ultima di famiglia rimasta a lavorare in negozio, Antonella, 48 anni – ma non potevamo fare altrimenti, abbiamo tentato di tutto per rianimare un po’ l’attività ma alla fine abbiamo optato per la chiusura». Solo qualche anno fa, infatti, per venire incontro ai clienti, «Alim. Cor.» si offriva di fare consegne a domicilio. «Il fatto è che nei centri commerciali – continua Antonella – trovi ampi parcheggi, comodità, tante qualità di alimenti e quindi vengono preferiti ai piccoli negozi». I clienti abituali già rimpiangono «il clima familiare». Perché c’è stato un calo drastico del lavoro? «Non c’è una causa unica» dicono dal negozio: «Oltre alla presenza sempre più capillare dei centri commerciali (a San Giovanni Bianco, poi, ci sono due supermercati) c’è da considerare l’assenza di parcheggio fuori dal nostro negozio; l’affitto pesa, e non c’è stato ricambio di clientela».

Da Palazzago alla ValleIl signor Mario Cortesi, il fondatore, è nato e cresciuto a Palazzago dove suo padre aveva un negozio. Il signor Mario e il fratello però lasciarono quel paese e si diressero in Valle Brembana. Inizialmente aprirono un negozio insieme a San Pellegrino, poi Mario ne aprì uno solo suo a San Giovanni Bianco:era il primo luglio del 1951.

Nel 1958 si sposò con Maria Sonzogni e dal 1959 al 1976 nacquero 6 figli: Claudio, Luciano, Antonella, Renzo, Alba e Andrea. «Siamo cresciuti tutti in negozio – dice Antonella – e quando mio papà è andato in pensione, il 30 giugno del 1994, io e mio fratello Renzo abbiamo ritirato il negozio, assumendo Andrea, che però nel 2003 lasciò il posto a un altro fratello, Luciano. Nessuno s’è fatto avanti a ritirare il negozio». A settembre Renzo ha lasciato il lavoro per trovare un nuovo impiego in vista della chiusura e da martedì 2 novembre Antonella è sola in negozio. Anche Luciano ha trovato lavoro al banco salumi dello stesso negozio che ha assunto, pochi mesi fa, Renzo. «Dispiace molto, dopo 59 anni, dover chiudere definitivamente i battenti» conclude Antonella. Vorremmo ringraziare tutti i nostri clienti affezionati». Si prosegue fino al 31 dicembre, «ma se dovessi terminare la merce o trovare un altro lavoro, magari in un altro negozio, chiuderei prima».

Liquidazioni in oreficeria
Per un negozio che chiude per poco lavoro, sempre a San Giovanni Bianco un negoziante va invece in pensione. Accade all’oreficeria «Giorgio Rota». Aperto nel 1964, il negozio sta liquidando ora la merce in vista dell’imminente chiusura. «Semplicemente vado in pensione – spiega la titolare Valeria Benintendi, 64 anni – ma ormai i tempi sono cambiati e io posso anche accontentarmi, mentre i miei figli, che sono giovani e hanno la prospettiva di mettere su famiglia, hanno trovato un altro lavoro che permette loro di essere autonomi».

Silvia Salvi – L’Eco di Bergamo