Previsti nell’accordo, ma mai utilizzati, con soddisfazione di tutti. L’intesa sindacale raggiunta il 25 aprile alla – a conclusione della vertenza nata dall’apertura da parte dall’azienda del gruppo Nestlé Waters della mobilità per 282 dei 1.724 addetti – prevedeva infatti i contratti di solidarietà come strumento principale nella gestione degli esuberi, scesi nel frattempo scesi a 110 (40 in particolare, quelli nello stabilimento della ), a conclusione di un riallineamento da realizzare nel corso di un anno attraverso cassa integrazione, mobilità volontaria, uscite incentivate.

I contratti di solidarietà, in particolare, apparivano come lo strumento da adottare a fronte delle ripercussioni degli annunciati dazi americani sulle acque minerali che avrebbero comportato un ulteriore taglio alla produzione. «Alla fine la questione dei dazi si è risolta positivamente per quanto riguarda la Sanpellegrino e quindi abbiamo potuto proseguire secondo lo schema iniziale – spiega Stefano Previtali della Flai-Cgil -. In particolare per lo stabilimento di Ruspino, rispetto alle 40 individuate nell’accordo, una trentina è già uscita secondo varie modalità e contiamo per le restanti dieci che si possa trovare una soluzione tra gennaio ed aprile, quando si concluderà l’anno previsto dall’accordo. Tra queste dieci ci sono anche molti per i quali si apre la possibilità di uno scivolo alla pensione».

Anche se non utilizzati, comunque, i contratti di solidarietà avrebbero rappresentato un paracadute utile per la gestione di eventuali esuberi e per questo il sindacato aveva insistito molto durante la vertenza. «Sicuramente, anche se ovviamente siamo contenti che non ci sia stato bisogno di utilizzarli – continua Previtali -. Piuttosto adesso, in vista anche della conclusione ad aprile dell’anno dall’accordo, abbiamo iniziato la discussione con l’azienda riguardo alla necessità di un riallineamento degli organici e stabilizzazione dei lavoratori precari».

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