Roncobello – Bollire l’acqua prima di farne uso alimentare per almeno 15 minuti. L’ordinanza è del sindaco di Andrea e riguarda gli abitanti delle frazioni di e (un centinaio). Provvedimento che arriva a seguito dell’emergenza idrica in corso da alcuni giorni. Il gelo sembra avere concesso una tregua ma persiste la siccità e i bacini faticano a riempirsi. «Ho verificato di persona la situazione – dice il sindaco Andrea –. Tanta acqua entra nei bacini e tanta ne esce. Anche di notte. I bacini non riescono a riempirsi. E, in quota, nella zona di Mezzeno (dove si trova la sorgente principale, ndr) non ci sono più di 20-30 centimetri di . Questo, purtroppo, ci mette in condizioni di rischio anche per la primavera». Oltre all’assenza di pioggia sembra essere l’abitudine a lasciare aperti i rubinetti a creare problemi.

In diverse seconde e, a giudizio del sindaco, anche tra i residenti, si fa scorrere l’acqua per scongiurare il congelamento nei tubi. «Sicuramente qualche villeggiante, ora assente, ha lasciato aperto i rubinetti – continua il sindaco – ma di certo la stessa cosa ha fatto anche qualche residente». L’ordinanza di alcuni giorni fa ricorda come «il consumo di acqua risulta eccessivamente alto e questo presumibilmente dovuto alla cattiva abitudine dei proprietari che lasciano scorrere l’acqua in ora non abitate».

Divieto che, aggiunto al persistere della siccità, non è stato sufficiente a innalzare il livello dei bacini. Da qui la decisione di far arrivare acqua da una nuova sorgente, a Baresi. «Considerato che l’acqua potrebbe subire contaminazioni a causa delle modalità della suddetta captazione provvisoria – si legge nel provvedimento – si rende necessario la bollitura della stessa». Obbligo che riguarda le frazioni di Baresi e Bordogna.

I villeggianti: rubinetti chiusi
Nel frattempo una famiglia di villeggianti, rispondendo al Comune, sostiene che non tutti i proprietari di seconde case hanno lo stesso comportamento. «L’acqua la usiamo per le nostre necessità – scrive – esattamente come presumo facciano i residenti. Dei servizi offerti dal Comune (pochi, ma raramente ci lamentiamo) non ne abusiamo. Di norma quando chiudiamo le nostre case badiamo che siano chiusi tutti i contatori, scarichiamo l’acqua e mettiamo l’antigelo. Poi può darsi che altri abbiano lasciato aperti i rubinetti involontariamente».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di