Il Comune di Roncobello rinuncia all’ex colonia
La Regione l’avrebbe ceduta solo per uso pubblico. Ora andrà all’asta

Il Consiglio comunale di Roncobello ha rinunciato alla cessione gratuita da parte della Regione Lombardia dell’ex colonia di Bàresi. Un edificio, attualmente in stato di degrado, costruito nel 1927 nella frazione del paese e che fino a vent’anni fa ospitava ancora i ragazzi per le vacanze elioterapiche.


In questi ultimi anni l’Amministrazione comunale di Roncobello ha spronato più volte la Regione affinché sistemasse quest’edificio, ma senza risultati - ha spiegato il sindaco Antonio Gervasoni durante l’ultimo Consiglio comunale -. Ultimamente, dopo essere intervenuti come Amministrazione con un intervento di somma urgenza per la messa in sicurezza dello stabile, abbiamo richiesto alla Regione la cessione gratuita dell’intero immobile. L’intento del Comune era di reperire fondi, effettuando un cambio di destinazione pubblica dell’edificio e trovando un’impresa disposta a realizzarne un immobile abitativo. Nei pressi dello storico edificio che ospitava le vacanze dei ragazzi, il Comune voleva realizzare appartamenti per residenti e villeggianti.
La Regione, però, ha risposto di «essere disposta a cedere l’intero stabile, con il vincolo di destinazione pubblica». Un vincolo al quale l’Amministrazione di Roncobello dice «no», perché «significherebbe addossare altre spese al Comune che attualmente non ha a disposizione fondi per ristrutturare l’edificio creando un ambiente pubblico», ha detto il sindaco. Nemmeno la proposta di Diego Milesi, consigliere della lista di minoranza «Nuovi orizzonti», di demolire l’immobile per creare parcheggi o box, è stata accolta dal Consiglio. «È un peccato demolire l’ex colonia per crearne semplici posti auto – ha replicato Gervasoni – e il nostro obiettivo è di ristrutturarla creando appartamenti, considerando anche la bella posizione in cui si trova». L’ex colonia regionale, infatti, è situata in corrispondenza dell’ultimo tornante che porta a Bàresi, vicino alla chiesa parrocchiale e con vista panoramica sul monte Menna. Ora l’edificio è in stato di degrado e le intemperie in quest’ultimo periodo hanno fatto crollare parte del tetto in zona nord. Il Consiglio, quindi, a maggioranza, ha votato per la rinuncia alla cessione gratuita dell’ex colonia con il vincolo di destinazione pubblica. L’opposizione, senza alcuna dichiarazione in merito, ha invece votato contro. Con la rinuncia espressa del Consiglio comunale, l’edificio andrà presto all’asta. Il Consiglio ha quindi dato il via libera al regolamento per la raccolta funghi, valido anche negli altri Comuni della Val Fondra.

Eleonora Arizzi - L’Eco di Bergamo - 17/04/2007