Roncobello – Poca acqua nei bacini comunali? A non hanno dubbi: oltre alla siccità la colpa è dei villeggianti che, da settimane, se non mesi, stanno lasciando scorrere abbondante acqua dai rubinetti degli appartamenti, per evitare il congelamento nei tubi. Alloggi, peraltro, chiusi da tempo. Così l’approvvigionamento idrico del paese (450 abitanti, l’acquedotto è gestito dal Comune) pare essere al limite. E i problemi, se la siccità dovesse persistere, sarebbero pesanti. Per cercare di prevenire l’emergenza la Giunta ha vietato di far scorrere l’acqua dai rubinetti (se non per berla o per uso igienico), in particolare nelle seconde . Pena, sanzioni. Anche se i controlli negli appartamenti (circa 1.200 sui 1.500 esistenti) paiono peraltro molto difficili. «C’è magari chi è salito nella propria seconda casa a Natale – spiega l’assessore al Bilancio – e, già da allora, ha lasciato scorrere abbondante acqua dai rubinetti, per evitare il congelamento nei tubi. E poi non è più salito». Il problema è legato anche alla mancata misurazione dei consumi. «Roncobello, prima di quest’inverno, non ha mai avuto problemi di approvvigionamento idrico – prosegue Gervasoni –.

Anche per questo nelle seconde case non ci sono contatori dell’acqua e i villeggianti pagano a forfait. Villeggianti, quindi, che non si fanno neppure molti problemi a far scorrere l’acqua dai rubinetti per mesi, tanto pagano sempre lo stesso». E, a quanto pare, dai rubinetti non scende la classica goccia. «Passando vicino alle porte di alcuni alloggi – continua l’assessore – si sente l’acqua scorrere abbondantemente».

Poca , sorgenti povere
Il persistere della siccità sta creando i primi problemi. Il paese prende acqua soprattutto dalla sorgente di Mezzeno, a 1.700 metri di altitudine, poi da altre due più piccole a , a Sottocorna e Valsecca. «Ma la principale resta quella di Mezzeno – dice Gervasoni – che, causa il gelo, ora ha una portata ridotta. A questo si aggiunge lo spreco nelle seconde case, quindi siamo veramente al limite. I consumi sono troppo alti. Ce ne siamo accorti dall’acqua che esce dal depuratore: è tantissima anche di notte, quando, invece, i rubinetti dovrebbero essere chiusi».

«In quota, poi, non c’è molta neve e, a marzo, quando di solito i bacini si riempiono, rischiamo invece di restare a secco. L’ordinanza serve anche a prevenire un’emergenza tra alcune settimane. Sperando che qualche villeggiante chiuda i rubinetti». Facendo congelare l’acqua nei tubi? «Bisogna svuotarli – dice Gervasoni – e poi interrare a fondo i collegamenti con le condotte principali. Altrimenti gelano».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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