Ornica – Si erano inventate una cosa un po’ strana, un anno fa all’Ecomuseo di . Secondo le «Donne di montagna» , la cooperativa che gestisce con il Comune l’ecomuseo, i vecchi mestieri di montagna, quelli del contadino, proposti come passatempo ai villeggianti, avrebbero potuto costituire un’attrattiva turistica. Dopo 12 mesi di lavoro e di iniziative varie, dalla fienagione alle serate musicali, dalle cene itineranti alla fattoria degli , dalla raccolta delle erbe alla sagra del maiale, l’operazione sembra aver funzionato. E oggi si riparte, come un anno fa, con la giornata dedicata alla pecora , quindi con le pratiche della tosatura, della cardatura e della filatura.

«Il riscontro c’è stato – dice la presidentessa della cooperativa Cinzia Balestra di –. Siamo contente di come sia andato questo primo anno. La gente apprezza le nostre proposte, arriva dalla provincia ma anche da fuori. E grazie a tutto questo l’ecomuseo di Ornica si è animato. Evidentemente la formula proposta funziona». E la formula è quella dell’«albergo diffuso», tipologia di ricettività turistica recentemente riconosciuta ufficialmente dalla . Si tratta di un un po’ particolare, composto da un’unica reception (l’ufficio accoglienza) e poi da camere sparse negli alloggi del borgo antico.

«Ora che l'”albergo diffuso” è stato riconosciuto – continua Balestra – servirebbero aiuti concreti. Quello che ci manca è il miglioramento degli appartamenti». Oggi, quindi, il primo appuntamento primaverile, per un calendario fitto di iniziative fino ad agosto (ma, ovviamente, l’«albergo diffuso» è aperto tutto l’anno e le attività non si fermano mai). La giornata, a partire dalle 16 nelle vie del borgo storico, sarà dedicata alla pecora bergamasca. Ci saranno 6-7 esemplari e con loro si inizierà la tosatura, per poi passare alla cardatura e alla filatura. Tutti antichi procedimenti per arrivare alla lana vergine che, poi, i villeggianti potranno portarsi a casa. Così come si potranno acquistare calze o altri indumenti cuciti a mano dagli anziani del paese, protagonisti del lavoro.

Alle 20 l’appuntamento con la cucina, naturalmente a base di pecora, con carne, salame e agnello. E tutta la giornata sarà allietata dai canti del gruppo folcloristico «I Alegher» di Dossena. Il successivo appuntamento organizzato dalla cooperativa è fissato per il 24-25 aprile con il weekend dedicato alla cucina delle erbe spontanee. Si imparerà come utilizzare le erbe selvatiche nella cucina tradizionale contadina. E la sera del 24 aprile, appuntamento ancora con la cena itinerante, allietata dal gruppo folk «I Alegher». Il primo maggio, invece, sarà la «Giornata della montagna»: alle 17 Emanuele Falchetti, giornalista della rivista «», presenterà il libro «Il pizzo dei tre signori-Una montagna da protagonisti» di Angelo Sala (Bellavite editore), a cui seguirà la proiezione del film «Il pizzo delle tre signore», di Alessandro Rigamonti, sulla storia delle tre rifugiste del Grassi (Anna Bortoletto), del Falc (Serena Sironi) e del Benigni (Elisa Rodeghiero).

Concluderanno la giornata una cena itinerante nel borgo alle 20 con i prodotti tipici locali e le ricette delle rifugiste, e alle 21,45 lo spettacolo teatrale «I due volti della montagna», con la «Le Radeau de la musique». Si proseguirà, poi, il 15 maggio, con un weekend dedicato alla raccolta delle erbe spontanee a Ornica insieme all’omeopata Francesco Perugini. Per informazioni e prenotazioni su cene e alloggi è possibile chiamare i numeri di telefono 345.4108538 oppure lo 0345.82235.

L’Eco di

GALLERY FOTOGRAFICA LA TOSATURA DELLE PECORE A ORNICA 2010

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