manifesto san pellegrino E’ cominciata la demolizione dell’ex storico stabilimento dove veniva confezionata l’acqua che sgorga dai monti della Valle Brembana. Al suo posto sorgeranno le nuove terme, primo passo per rilanciare il turismo della cittadina.

Le ruspe sono al lavoro
per riportare San Pellegrino all’antico splendore. È cominciata la demolizione dell’ex stabilimento dove veniva confezionata e spedita in tutto il mondo l’acqua con le bollicine più famose d’Italia. Un lavoro di precisione chirurgica per preservare la fonte antica, il pozzo di controllo dell’acqua che proviene dai monti della Valle Brembana. Ci vorranno circa sei mesi per abbattere tutti i 200 mila metri cubi dell’ex azienda. Anche la torre della San Pellegrino, diventata un simbolo per il paese, verrà smontata. Al posto dello stabilimento in disuso sorgeranno le nuove terme e un centro commerciale.

Saranno recuperati anche l’albergo e il casinò, simboli in stile Liberty di un’epoca di lustrini e ricchezza che fu. Vi soggiornarono, dal 1907 al 1917 famosi e potenti del tempo. Tra loro la regina Margherita di Savoia e il compositore e direttore d’orchestra Pietro Mascagni. E ancora politici, diplomatici e industriali.

Per recuperare gli antichi fasti, secondo l’accordo di programma siglato il 31 gennaio del 2007 da Comune di San Pellegrino, Provincia di , Regione Lombardia e Gruppo , servono 139 milioni di euro. Un’operazione che si pone l’obiettivo del rilancio turistico non soltanto di San Pellegrino Terme ma dell’intera Valle Brembana e che il vice sindaco Vittorio Milesi – contribuirà a dare una prima concreta risposta ai molti problemi che il territorio sta vivendo. Anche la valle Brembana, infatti, ha conosciuto la decadenza da quando molte aziende hanno chiuso o si sono spostate lasciando senza lavoro i dipendenti. Per questo la società Percassi, che gestisce i lavori e che ha rilevato le proprietà ex Spa, ha bandito un concorso a livello internazionale per trovare un progetto all’altezza delle aspettative. L’accordo di programma prevede tre aree di intervento. La zona del centro, dove saranno ristrutturati gli antichi edifici e sorgeranno le nuove terme.

L’area del Gran Hotel, che sarà recuperato e quella Paradiso/ Vetta, dove verranno rimessi a nuovo l’albergo e la funicolare e realizzato un nuovo complesso dieci anni per finire i lavori – commenta Milesi – e poi la zona tornerà ad avere una attrattiva turistica non soltanto per i bergamaschi e gli italiani, ma anche a livello internazionale. Il gruppo Percassi punta molto anche sull’immagine della nostra cittadina in abbinamento all’acqua, famosa in tutto il mondo. In passsato, il colpo di grazia al turismo, fu dovuto non solo alla chiusura del casinò, ma successivamente, dopo la Seconda guerra mondiale, alla comparsa delle medicine che curavano la gotta e che contribuirono al declino di come stazione termale. Chissà che ora, con le ruspe, non stia davvero cominciando una nuova era.

Stefania Prandi – Il Bergamo

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