Ritorna la vita a Gavazzone di Brembilla
Brembilla, _Culture e Tradizioni Articolo letto da 326 Utenti - Pubblicato il 14 Agosto 2007Per chi abita in città è difficile pensare che nel 2007 possano esistere ancora, a pochi chilometri dalla frenesia dell’hinterland, nicchie di territorio dove si è conservato uno stile di vita più genuino e a contatto con la natura, dove il ritmo della giornata è scandito solo dal sorgere e dal calare del sole e dove lo stress è una parola che non esiste.
Accade così che in Valle Brembana capiti di imbattersi in borghi seicenteschi quali Gavazzone a Brembilla, grumo di case con un passato da piccolo monastero e da molti anni quasi abbandonato, dove un’arzilla signora, Angela Filippi, sorriso semplice, modi garbati e settantotto anni portati benissimo, dopo anni di peregrinazioni in giro per il mondo ha deciso di tornare ad abitare nella sua casa natale.“Sono nata qui, poi il lavoro mancava e sono stata costretta ad emigrare: ho vissuto prima in Francia e poi ultimamente in America, a San Francisco presso i miei figli e i miei parenti, anche là mi sono sempre trovata molto bene, ma questo posto è davvero speciale prima di tutto perché mi ricorda la mia giovinezza e poi perché si respira ancora l’aria di quando ero bambina, così ho deciso, finché l’inverno me lo permetterà, di vivere qui, quando farà troppo freddo mi sposterò da mia figlia che abita un poco più a valle, ma sempre per brevi periodi perché la mia casa è questa e io abito qui”.
Difficile darle torto, Gavazzone si trova su uno splendido terrazzo erboso che dà su tutta la Val Brembilla ed è circondato da molti pascoli perfettamente curati, con la caratteristica struttura a ferro di cavallo delle sue abitazioni sembra un po’ di tornare alle atmosfere de l’Albero degli Zoccoli anche se i disagi non mancano, la contrada oltre che dalla vecchia mulattiera è raggiunta solo da una tortuosa strada agrosilvopastorale, ma qui quasi nessuno vuole un collegamento più stabile con il fondovalle perché questo ambiente ancora intatto non deve essere toccato da interventi troppo invasivi, inoltre non si può usare il telefono fisso e l’acqua arriva a sgoccioli: “Era stata costruita una condotta molti anni fa, alla fine della guerra, ma ora è vecchia, d’inverno gela e d’estate siccome la sorgente ha una bassa portata manca l’acqua..pazienza! comunque ora tutti insieme pensiamo di risolvere anche questo problema.”. Infatti Gavazzone è l’esempio di come le antiche contrade possano essere salvate dal degrado, il piccolo borgo era stato abbandonato dall’emorragia dell’emigrazione, ma poi i nipoti degli antichi proprietari lo hanno riscoperto ridandogli vita, la magia di questi luoghi fa sì che molte persone ne prendano a cuore le sorti e la prova vivente è ancora la signora Angela, alla quale si illuminano gli occhi quando parla di come stanno recuperando la frazione: “I proprietari di questo borgo stanno contribuendo a sistemare il complesso di case, stiamo recuperando l’antica pavimentazione che era coperta da un pesante strato di terriccio e negli anni passati si è già restaurata la chiesina, purtroppo i ladri sono arrivati prima di noi e hanno rubato una via crucis e una pala d’altare che per noi avevano molto valore, da quel momento in poi tutti si sono impegnati ancora di più per salvare questo splendido angolo di tranquillità.”
Ci vorrebbero molte persone come Angela, monumento vivente alla testardaggine di una montagna che tutti danno per morta ma che è viva e vitale, come la gente che la abita: “Qui per molti anni non ha abitato nessuno, ora son tornata io, poi nel weekend arrivano i proprietari delle case e la contrada si anima, chissà che tra un po’ non venga anche qualcun altro ad abitare stabilmente”. Lo speriamo vivamente tutti, cara signora Angela.
Fotografie di Brembilla, Blello e Gerosa
Andrea Carminati
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Inserito il 5 Dicembre 2007 alle ore 22:50 CET
Bravo Andrea, bellissima “fotografia” di vita e aspetto del territorio. Con piacere ho letto questo articolo.
Alla signora Angela con affetto i miei migliori auguri.
Ugo